LEONARDO LION  Anemone

LEONARDO LION Anemone


09/07/2019 - News di chiarettasweetangel
Leonardo Lion, nato in Puglia nel 1986, già da piccolissimo si avvicina alla chitarra, studiando poi il clarinetto al Conservatorio.
La sua più grande passione rimane però la chitarra, che a 12 anni lo porta ad esibirsi sui palchi, presentando le prime canzoni composte da lui stesso.
L'amore per questo strumento lo invoglia ad approfondirne lo studio, prendendo lezioni da grandi nomi, tra i quali Giacomo Castellano (chitarrista di Elisa, Gianna Nannini e Piero Pelù) e David Pieralisi (chitarrista di Alessandra Amoroso e Valerio Scanu).
Leonardo sperimenta diversi generi musicali suonando in varie band. Si trasferisce poi a Roma dove intraprende la carriera musicale, entrando a far parte di un gruppo indie-rock con cui avrà la possibilità di esibirsi in noti locali della capitale e nei più importanti pub rock londinesi. Nel 2015 arriva in Piemonte, dove decide di rielaborare alcuni inediti e scriverne dei nuovi, iniziando anche a cantare i suoi pezzi. Si mette così in gioco, spinto dall'esigenza di comunicare.
Lion si presenta con il nome d'arte ma è sempre accompagnato e supportato da una grande band, composta da lui stesso (voce, chitarra solista, compositore, arrangiatore, autore e produttore artistico), Stefano Barone (chitarra), Alex Wallin (tastiere e cori), Alberto Fontanella (basso) e Franco Caforio (batteria).
È da poco uscito il suo primo album, dal titolo 'Anemone', contenente 10 tracce ed anticipato dal singolo 'Ho bisogno di te'.
Questo lavoro è il risultato di varie esperienze vissute negli anni, sia per quanto riguarda i contenuti dei testi sia per il tipo di produzione artistica.
Racconta di amori distorti e di esperienze di vita dove non sempre vince quel che l'anima desidera.
La vita stessa ti cambia e ti risucchia in un vortice di meccanismi inevitabili.
L'opera passa da sonorità pop ad altre molto più dure, derivanti dall'hard rock, mentre i testi sono principalmente da cantautore. Anche se questa differenza di genere è un po’ rischiosa all’interno di un disco, Leonardo ha scelto di realizzarlo in questo modo perché rispecchia la sua personalità, fatta di estremi e zero mezze misure.
"Non riuscirei mai ad ascoltare un disco tutto uguale, ne tantomeno a scriverlo. Spero che questo
mio lavoro arrivi principalmente alle persone che amano la versatilità della musica e che vivono
delle emozioni che essa trasmette".
La prima traccia, dal titolo 'Cuore Infranto', racconta di una storia d'amore ormai finita ma di un sentimento ancora forte, che spinge il protagonista alla riconquista della donna amata. Il videoclip ha come location principale un bosco, nel quale l'uomo cerca conforto ricordando i bei momenti ormai passati e trova coraggio per non arrendersi.
'Luce e Polvere' torna sul tema dell'abbandono da parte della persona ancora agognata, del ricordo e della speranza di rivederla. Il video è stato girato in un quartiere cittadino, con murales colorati che fanno da sfondo, quasi a creare un contrasto con lo stato d'animo del cantante.
'Non mi basti mai' riprende nuovamente il tema di un amore finito, abbandonando però la melodia dolce e pacata dei precedenti brani, per lasciare spazio ad una base ed un testo più grintosi.
Un'altra dolcissima canzone d'amore con 'Griderai il mio nome', accompagnata da un video ambientato in uno splendido panorama marino.
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Sonorità più aggressive, tra chitarre elettriche e batteria, per 'Ho bisogno di te', girato in uno scenario davvero particolare.
'La vita accanto a te' ha un testo ricco di desiderio e speranza, cullato da dolci note.
Ritorna un sound ritmato con 'Mai Più', brano che invita a vivere appieno il presente, cogliendo l'attimo ed essendo padroni delle proprie scelte.
Un duetto pieno di pathos ed intesa con 'Dimmi dov’eri', che rappresenta l'amore tanto rincorso e finalmente raggiunto.
Ritroviamo il sound rock della chitarra elettrica in 'A qualunque costo', che suggella un amore vero ma intriso di paura ed incertezza per il futuro.
Si chiude poi con la title track 'Anemone', la traccia forse più rockeggiante dell'album, con chitarra elettrica, basso, batteria e tastiera come protagonisti assoluti. Descrive, in testo e videoclip, un incontro casuale ed intrigante tra il protagonista ed una femme fatale, che rapisce il suo interesse al punto da non farlo più a pensare ad altro.
Lavoro molto particolare ed interessante, dal quale emergono preparazione ed un grande studio di testo e sonorità. Ascoltandolo ci si può adagiare su note dolci, senza però rilassarsi troppo, poiché all'improvviso si sprigiona un sound rock inaspettato, che risveglia l'ascoltatore come un fulmine a ciel sereno!