Chiudere il cerchio: intervista a Diego Ribechini

Chiudere il cerchio: intervista a Diego Ribechini


02/04/2019 - News di Gino Lepure

Abbiamo avuto il piacere di scambiare alcune parole con l’eclettico cantautore italiano Diego Ribechini, artista alle prese con l’uscita del suo primo disco da solista DR40. Con questa intervista abbiamo avuto l’occasione di conoscerlo meglio.

 

Da dove nasce la tua passione per la musica?

Nasce dalla voglia e dal bisogno di comunicare. La musica, così come la poesia e il teatro sono stati e saranno per sempre la mia ancora di salvezza; la musica in particolar modo mi accompagna da sempre, fin da piccolo quando sognavo di poter cantare e liberare ciò che sentivo di avere dentro.

 

 

DR40 è un album introspettivo e sincero, cosa ha rappresentato per te la sua pubblicazione?

Sentivo il bisogno di chiudere un cerchio. 40 anni sono un piccolo traguardo e sono stati un percorso fatto di sconfitte e risalite attraverso il quale sono diventato un uomo. Adesso sono padre, sono sposato ho cioè ben chiara la vita reale e tutte le sue sfumature. Questo disco nasce da qua. E’ un percorso personale, una finestra sulla mia vita. Anche le cover non sono state scelte a caso, hanno un suo scopo e una sua logica all’interno di questo album.

 

 

Quali sono le tue principali fonti di ispirazione quando ti trovi a comporre un nuovo brano?

Il mio amore per la musica è totale e pur avendo artisti o generi preferiti, amo le cose dove traspare il cuore. Ho studiato e provato a fare tutto dal Jazz alla lirica, passando per Gospel, Musical arrivando al moderno, al rock, al metal e al Progressive. Tutte queste anime sono dentro di me e quando scrivo provo a farle uscire a seconda dell’esigenza. Alla fine è un gioco. Tutto parte da un riff o un giro di accordi, oppure da delle frasi che mi balzano in testa. Lascio tutto lì a ‘Macerare’ e se dopo un tot periodo mi ricordo ancora o comunque ancora mi convincono procedo a scrivere. Il secondo step poi è l’approvazione di mio figlio Mirko. Detto così sembra stupido ma ho notato come i bambini siano più sensibili e meno articolati, meno inflazionati. Mirko è diretto se una cosa gli piace me lo dimostra altrimenti mi dice subito di no. Ovviamente poi agisco di testa mia, ma se vedo che lui capta subito melodia e parole ho la certezza di essere sulla buona strada.

 

 

Hai arricchito la release del tuo disco con diversi contenuti multimediali nel corso degli ultimi mesi, e senza dubbio il più toccante è proprio l’ultimo singolo che hai pubblicato: Magnifica. Sei riuscito a creare un’atmosfera magica ed emozionante con questo video: cosa c’è dietro e cosa ti ha ispirato?

Il brano Magnifica come tutte le mie creazioni nasce chitarra e voce. Questo è un brano che scrissi quando venne a mancare mia nonna paterna. Mi immersi nei ricordi e in 5 minuti vennero fuori melodia e parole. Appena partito il progetto del disco però ho voluto trasformarlo in un qualcosa di più classico, da qua l’idea di farne una versione piano e voce. La canzone in sè è un racconto, io la sento come una cosa estratta da un musical e l’ho cantata con questa intenzione. L’idea del video poi è venuta parlando con il regista Mattia Mariani ma avevo già chiaro in testa di creare una cosa molto teatrale.

 

 

Ci sono già nuove release in programma?

Abbiamo fatto già qualche live e spero di aggiungere altre date anche se oggi è veramente complicato trovare spazio. Sto comunque lavorando alla stesura del nuovo disco, devo dire che ho già composto alcuni brani e presto li inizieremo la provare con i ragazzi del gruppo che voglio ricordare sono: Filippo Fantozzi alla tastiera e fisarmonica, Leonardo Betti al basso, Federico Francesconi alla chitarra elettrica e Lucio Passeroni alla batteria e percussioni.

 

 

I cantautori hanno sempre qualcosa di molto personale da raccontare. Cosa consigli a chi, come te, ha deciso di intraprendere questa strada?

La strada è lunga, tortuosa. Se dovessi contare quante volte ho pensato di lasciar perdere e di smettere…Credo che l’importante sia avere un focus, un obbiettivo chiaro, semplice. Immaginarsi il successo è inutile. Personalmente sogno certo e uso i sogni per raggiungere l’ispirazione. Credere in se stessi e nelle proprie opere, perchè se non ci credi tu per primo sarà difficile che altri ci credano al posto tuo. Altro piccolo consiglio non fidatevi di chiunque vi smerci complimenti gratuitamente perchè poi il conto vi arriva..fidatevi!

 

 

Diego Ribechini – Maghifica (HD)

https://www.youtube.com/watch?v=t_iehhyUdgA&feature=youtu.be