Fra i paesaggi extraumani di “We aren’t humans”, il nuovo EP dei BYTECORE

Fra i paesaggi extraumani di “We aren’t humans”, il nuovo EP dei BYTECORE


25/05/2018 - News di Gino Lepure

Lucani, anno di formazione 2015, i Bytecore nascono dalla fusione sinergica di elettronica, dubstep, trap, industrial, punk e metal. Come Opening act band negli ultimi anni hanno diviso il palco con artisti quali Nobraino, Krikka Reggae, Gazzelle e Francesco di Bella, lavorando nel frattempo a quello che oggi possiamo considerare il loro lavoro più ricercato “We aren’t humans”, EP da poco rilasciato per la label rock indipendente Volcano Records.

I titoli di “We aren’t humans” ci proiettano in una cornice spazio-temporale che avanza su un duplice asse: da un lato lo sguardo volge indietro, verso un passato non troppo remoto al sapore di guerra fredda e videogaming anni ’90; dall’altro corre precipitosamente in avanti, verso un futuro prossimo mefitico è pronto a destabilizzare l’umanità a suon di bordate noise.

“Mission 1” - opening track dell’EP - predispone i preparativi per il lancio di droni musicali e sonde psichedeliche che con “Invaders 2.0” completano l’atterraggio su suoli oltreumani. Sebbene i Bytecore puntino sulla sola componente strumentale non abusano di strumenti digitali fini a se stessi, ma creano piuttosto delle atmosfere musicali, dei prototipi di oggetti ambient in cui l’ascoltatore possa ritrovare parte di sé. Il sound che i Bytecore raggiungono con We aren’t humans viaggia velocissimo attraverso sonde voyager intergalattiche, strizzando l’occhio ad alcune proposte dance anni ’90 con l’aggiunta di qualche venatura industrial e sonorità rimodernate. Un ottimo lavoro, infarcito dei generi più vari, che la band riesce a metabolizzare e a rendere in un linguaggio musicale del tutto personale.

Ecco la tracklist completa di We aren’t humans:

Mission 1 Nothing has changed 1950 DA Curiosity Bouncing on Mars Dead point Invaders 2.0