Ortigia Sound System Festival 2015

Ortigia Sound System Festival 2015

Ex Convento del Ritiro/Castello Maniace Ortigia


31/07/2015 - di Annalisa Pruiti Ciarello
Per circa 48 ore Ortigia si spoglia della sua veste seriosa per vestire i colori caldi dell’Estate e dei ritmi afro, la splendida isola barocca diventa per la seconda volta scenario dell’Ortigia Sound System, minifestival voluto fortemente da giovani aspiranti architetti, preceduto a Giugno dal live set di Andrea Mangia aka Popolous, e già da quell’occasione si presagiva la piega che avrebbe preso questa seconda edizione. 

Due serate di musica, due location e un meltin-pot di sonorità, che spaziano dall’elettronica alla musica tribale, passando per tutto ciò che potrebbe starci trasversalmente dentro; un viaggio esoterico alla scoperta della nera Africa. I giorni del festival sono stati i più caldi fino ad ora, infatti la colonnina di mercurio ha toccato i 40°, ma bisogna ammettere che le temperature impietose  hanno contribuito alla creazione del tipico clima del continente nero: un’afa appiccicosa accompagna il live e non risparmia nessuno.

È l’italo-francese Sandro Joyeux ad inaugurare la kermesse musicale; basta solo una camicia floreale e una chitarra ad accendere il pubblico ancora distratto e disturbato dal caldo. Joyeux con estrema vitalità si racconta e racconta la bellezza ed il disagio del sud del mondo e lo fa servendosi dei ritmi che ha rubato nei suoi innumerevoli viaggi da busker. La sensazione è quella di essere accolti in una tribù africana, fan e non assiepati solo il piccolo palco allestito nel cuore dell’ex Convento del Ritiro nel centro pulsante di Ortigia; circa 60 minuti di buone vibrazioni, esplorando brani tratti dal suo primo album omonimo e regalando qualche rivisitazione di brani celebri, come ad esempio Get up, stand up dell’immortale Bob Marley e un altro piccolo omaggio al Pino Daniele (col quale ha avuto la fortuna di collaborare), veste afro-folk per Je so’ pazzo, he diventa per l’occasione Je so’ full. Joyeux è un  vero e proprio incantatore di serpenti, il pubblico nettamente rapito, come se fosse stato inebriato da un elisir allucinogeno.                                   Altro importante nome per gli addetti ai lavori è quello di Nickodemus, volto noto della underground newyorkese, ha all’attivo numerose composizioni e remix collezionati in circa 15 anni di carriera e concerti in giro per il mondo. Con lui si balla fino a notte non troppo fonda toccando isole sconfinate a suon di funky, dance e urban music.

Cambio di location per la seconda serata, ma non d’abito, non a caso le sonorità sono quelle presentateci durante la prima sera; siamo nella piazza d’armi del Castello Maniace, residenza di Federico II di Svevia. Ad introdurci gli OY ci pensa Primitive, direttamente dal giovedì più cool di Torino, che col suo Mobbing party infiamma la pista che man mano si riempie. Adesso è il turno di OY, per chi non li conoscesse ancora consiglio vivamente di fare un giro su Youtube per rendersi conto del talento e della presenza scenica del duo tedesco d’adozione. Una lei e un lui sullo stesso palco, compagni nel lavoro e nella vita; lei,  al secolo Joy Frempong è la voce e ad accompagnarla alla batteria ci pensa Lleluja-Ha (MarcelBlatti) che sfoggia come in ogni loro entusiasmante esibizione una maschera/copricapo a metà strada tra un cuscino della nonna e un octopus di stoffa, mentre alle loro spalle scorrono immagini di un africa lontana e sorridente. Tra campionamenti souvenires di viaggi in Africa, gli OY presentano i brani tratti dal loro nuovo album No problem saloon e dal precedente KokoKyinaka del 2013. La seconda edizione dell’OSS si conclude con l’attesissimo live set di Debruit, il dj bretone che con la sua musica erge un ponte che va dal passato al futuro tra funky, elettronica, hip hop e quei ritmi africani tanto cari all’Ortigia Sound System

Ortigia come 2500 anni fa ritorna ad essere culla di diverse culture, terra ricca e caratterizzata dalle molteplici contaminazioni, per due giorni un’isola meno annoiata e meno noiosa entro la quale poter viaggiare senza muovere un dito. Aspettiamo trepidanti la prossima edizione!

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