Hannah Williams & The Affirmations

Hannah Williams & The Affirmations

Milano / ARCI Biko


30/11/2019 - di Giovanni Sottosanti
Fermate la macchina del tempo, voglio scendere, subito! Ho trovato il posto in cui vivere, perché stasera all`Arci Biko di Milano va in scena quanto di più vicino al soul, r&b e funk di marca Stax e Motown, con addentellati anche nel Philly Sound, possa trovarsi in giro al giorno d`oggi.

Hannah Williams arriva dal Regno Unito con una carica di straripante energia e di coinvolgente simpatia, il tutto concentrato in un corpo gioiosamente giunonico, impreziosito da un sorriso che non ammette repliche e sostenuto da una voce che richiederebbe un capitolo a parte per essere adeguatamente illustrata. Potente e vellutata al tempo stesso, riesce a toccare toni alti per tuffarsi in ballads quasi sussurrate, pronta poi a ripartire lancia in resta all`assalto di soul e r&b sporchi e torridi. Già tre anni fa avevo avuto il piacere di assistere alla sua esibizione live al Monk di Roma, in uscita in quei giorni il secondo disco Late Nights & Heartbreak, il primo con gli Affirmations. L`esordio risale invece al 2012 con A Hill Of Feathers, ad accompagnarla in quell`esperienza discografica i Testemakers.

Anche questa sera c`è un disco fresco di stampa da presentare, 50 Foot Woman, preceduto da grosse aspettative in quanto considerato da tanti la prova della maturità e della definitiva consacrazione. L`ascolto del disco per me verrà successivamente, nel frattempo mi tengo ben stretto alla colonna posta al centro del locale per non essere travolto dal ciclone Hannah Williams & The Affirmations versione live. Il sospetto che la soul woman e la sua ciurma esprimano il meglio di sé sulle assi di un palco piuttosto che in uno studio di registrazione, diviene certezza all`alba delle 23.30, quando finalmente si materializzano per incendiare la già surriscaldata temperatura del Biko.

L`inizio è comunque lento e soffuso con la ballad Sinner tratta dall`ultimo disco, si accendono poi i motori con Calling Me Back, non si fermano certo su The Only Way Out Is Through, Tablecloth e I Feel It, direttamente da 50 Foot Woman con cuore, passione e benefiche scariche funk all`interno di una classica struttura r&b. Si crea da subito un`immediata e facile empatia con il pubblico, merito di una simpatia semplice e spontanea, unita a grandi doti da performer. Please Be Good To Me e Late Night & Heartbreak riabbracciano i toni sinuosi della ballad, c`è un organo hammond che pompa vibrazioni calde e avvolgenti in perfetto stile sixties e c`è un`anima che inevitabilmente si scioglie in mille emozioni. A questo punto Hannah lascia il proscenio alla band, che si lancia in un intermezzo strumentale intenso e molto apprezzato. Basso, chitarra, batteria, percussioni, tastiere, fiati e coriste volano alto, in un insieme perfettamente amalgamato. L`acclarata bravura della leader non avrebbe possibilità di emergere senza il giusto supporto alle spalle, il gioco di squadra risulta pertanto fondamentale ai fini del successo finale.

Quando poi la Regina riguadagna la scena per la volata finale del concerto, si trascina su la Divina Aretha, Etta James, Tina Turner, Gladys Knight e Sharon Jones. E allora Can`t Let This Slip Away e How Long? strappano la corsa, Worrying Mind e What Can We Do? si siedono al tavolo del gospel soul, mentre il funky trova nuova dimora in Tame In The Water. C`è tempo per un vibrante omaggio al Martello degli Dei con Dazed And Confused, poi via lungo la title track 50 Foot Woman in un vero e proprio tripudio black. Nei bis trova posto la scintillante Still In My Head, prima che Hourglass scriva i titoli di coda su un concerto intenso, vibrante, gioioso e rivitalizzante. La Regina ha trovato casa, il trono del soul, r&b e funky non è più vuoto.