Tom Russell

Tom Russell

Folkclub / Torino


30/10/2013 - di Laura Bianchi
Torino a fine novembre è una scommessa: il freddo pungente  e la neve caduta copiosamente in mattinata possono invitare a restare in casa, a sorbirsi l’ennesimo show del sabato sera. Invece, se si scommette sulla musica, si vince tutto. Il freddo non si avverte più, e al suo posto subentra la piacevole sensazione di trovarsi al posto giusto, al momento giusto, fra persone che non si conoscono, diverse per estrazione geografica e per esperienze vissute, ma che si avvertono simili, nei gusti e nel piacere di scommettere. Proprio Torino, normalmente capitale del pop italico e vetrina della musica mainstream, diventa, per una sera, capitale di una musica d’autore, al crocevia tra folk, blues e rock, tanto da ospitare in una stessa giornata prima un’esibizione dei validissimi Daniele Tenca, Heggy Vezzano e Thomas Guiducci (ospiti della Galleria dei Suoni, in pieno stile ‘basement tapes’), e poi il concerto di Tom Russell al Folk Club, che con la Galleria dei Suoni ha in comune il fatto di essere sprofondato in uno scantinato del centro di Torino.  Da questo centro parte una linea ideale, che congiunge Italia e Stati Uniti, passato con presente, spazio e tempo, uniti dalla passione per la musica genuina, a intrecciare il country col tex mex, la poesia d’autore col canto dei popoli, le ballate d’amore con i sogni degli ultimi.

Stasera, in una fine novembre gelida, in una Torino imbiancata di neve, il lampo caldo delle praterie del Messico e l’atmosfera della Frontera battono il loro ritmo in questo scantinato zeppo di gente e di musica, e hanno lo sguardo intelligente e la voce calda di Tom Russell, leggenda del songwriting americano, accompagnato dall’ottimo Max De Bernardi, la cui tecnica chitarristica da virtuoso con l’anima valorizza le trame sonore del folksinger, in stato di grazia. Tom Russell, oltre ad essere un grandissimo singer-songwriter, è anche uno smaliziato e autoironico entertainer, e  per ogni brano ha sempre un  aneddoto personale da raccontare, intrattenendo la platea ed invitandola ad acquistare i suoi dischi e il suo nuovo songbook, impreziosito da disegni originali ( è tutta da scoprire la vena figurativa di Russell).

Ad ascoltarlo, c’è  un pubblico attento e competente, che conosce a memoria le tappe della pluridecennale carriera di Russell, e lo asseconda in un dialogo intelligente, pungente, spesso appassionato, da cui trapelano l’affetto per l’Italia, il rispetto per i maestri americani, Dylan e Townes Van Zandt  su tutti, e il ricordo di amici scomparsi, come l’indimenticato Carlo Carlini, infaticabile promoter lombardo scomparso quasi due anni orsono, che per primo fece conoscere in Italia il cantautore losangelino, naturalizzato di El Paso. E Russell dedica il primo pezzo della serata proprio a Carlini, producendosi anche in una sua imitazione, che strappa un sorriso pieno di rimpianto a chi ha conosciuto ed ha apprezzato il suo entusiasmo per la musica folk americana.

Gli artisti che hanno ripreso pezzi di Russell formano un elenco impressionante; e quando lui li  sciorina fra un discorso e un altro, per presentare la propria versione, chi ascolta realizza di trovarsi di fronte ad un’autentica icona  del folk, tanto grande quanto semplice, nel raccontare con nonchalance che Springsteen gli ha scritto commosso dopo aver ascoltato un suo brano, che i Calexico hanno registrato un pezzo con lui, che Joe Ely o Dave Alvin hanno reinterpretato i suoi successi più famosi (non manca la citazione dell’italiano De Gregori, che ha splendidamente tradotto la sua Angel of Lyon). Russell lascia però che sia la sua musica a parlare: non può mancare la sua ‘canzone manifesto’  Gallo Del Cielo (con tanto di gritos!),  e bastano le  prime note per scatenare l’entusiasmo del pubblico, ma il repertorio è vastissimo,  e St. Olav’s  Gate, East of Woodstock, West of Vietnam,  Blue Wing, Nina Simone, Guadalupe deliziano la platea, il cui unico ‘difetto’ è di essere irrimediabilmente di mezza età, a riprova del fatto che la musica di qualità ha bisogno di un ricambio generazionale, che stenta ad arrivare.

Però, in seconda fila, un ragazzino segue con interesse le canzoni di Tom Russell, guarda estasiato le evoluzioni alla chitarra di Max De Bernardi e scatta molte foto: uscito nella gelida notte torinese, porterà con sé il ricordo di una serata caldissima, e, forse, riuscirà ad appassionare qualche suo coetaneo… forse non avevamo cominciato così anche noi, tanti anni fa?

Laura Bianchi e Roberto Contini



Setlist :

Medley : Just Like a Woman & Don’t Think Twice It’s Allright (Bob Dylan)

Mesabi

Guadalupe

Goodnight Juarez

Stealing Electricity

Nina Simone

Blue Wing

Gallo del Cielo

East of Woodstock, West of  Vietnam

Finding You

St.Olav’s Gate

Navajo Rug

Angel of Lyon

Raglan Road (Traditional)

The Rose of Saint Joaquin

Tonight We Ride

Snowin’ On Raton

Halley Comet

Who Do You Love



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