Bob Seger & The Silver Bullet Band

Bob Seger & The Silver Bullet Band

Wantagh (NY) Beach Jones Arena


30/05/2019 - di Marcello Matranga
Nell’ipotetica dream land del Rock, un posto spetta, ne sono sicuro, a Bob Seger ed alla sua Silver Bullet Band. Una carriera costruita a base di performance live leggendarie, quelle degli anni settanta, che alimentarono il mito di quella serie di musicisti dei quali avremmo potuto solo sognare di potere assistere ad un loro show. I dischi hanno poi cementato questa convinzione, a partire da Beautiful Losers (1975), proseguendo poi con   lo spettacolare Live Bullet, seguito dal suo “signature album”, quel Night Moves che sbriciolò ogni eventuale riserva. Erano anni epici per il Rock che disegnava la sua parabola da una costa all’altra passando per Bruce Springsteen & The E Street BandTom Petty & The Heartbreakers, consegnandoci istantanee che il tempo non avrebbe scalfito. 

Certo, nel caso di Seger, gli ultimi anni hanno mostrato la corda, specie con l’ultimo, decisamente brutto, I Know Your Name, un disco che, title track a parte, non aveva né capo né coda. Ma anche quello prima, Ride Out, non poteva certo vantare molte più frecce al suo arco. Insomma, per dirla tutta bisogna andare indietro negli anni per trovare traccia di quegli splendori decantati all’inizio. Oggi Seger, a 74 anni compiuti, porta in giro, solo negli States, il Roll me Away Farewell Tour con lo scopo di offrire l’ultimo saluto dal vivo ai suoi fan, che consci di questa scelta logica, hanno deciso di muoversi da ogni angolo del pianeta per assistere a questa serie di concerti. La popolarità di Seger in America rimane straordinaria, il tour registra sold out in sequenza, ed è facile immaginare che seguirà il ricordo dello stesso su DVD e CD, visto anche la bellezza di molte delle venues scelte. La Beach Jones Arena è un’anfiteatro sul mare ad ovest di New York. Si trova a Wantagh, un paesino che si popola in occasione delle decine di concerti che ogni anno riempiono la stagione da Maggio fino ai primi di Ottobre. Arena splendida, non comodissima da raggiungere, ma questi sono dettagli. 

Non è un dettaglio che la New York che ci accoglie il giorno prima del concerto, sia una specie di palude tropicale, sommersa da pioggia a carattere torrenziale, ed un tasso di umidità inquietante. Gli annunci di tornado da un capo all’altro del paese si susseguono e l’avviso di Severe Weather Conditions è costante per la serata del 30 Maggio. Il tempo di ritirare i biglietti al Will Call, fare le code per i controlli, per poi ripeterli prima di accedere definitivamente all’arena, anticipano di poco l’arrivo di una tempesta d’acqua. Ma non essendoci fulmini il concerto si terrà egualmente. Organizzati per la bisogna prendiamo posto nel momento in cui iniziano a  suonare i patetici Grand Funk Railroad, un gruppo che non ho mai considerato visto la loro proposta molto banale e priva di sostanza. Quarantacinque minuti di tedio e pagliacciate condite dai soliti God Bless America ripetuti dai musicisti, non scalfiscono il nostro entusiasmo pur sotto il diluvio.

Annunciato dalle note di Tom Petty, ecco arrivare la Silver Bullet Band seguita da Bob Seger che attacca subito con una Shakedown  che non suscita alcun entusiasmo nel sottoscritto, ma ci catapulta nell’atmosfera della Beach Jones Arena che è come fosse stata scossa da un’entusiasmo travolgente. Per fortuna lo scialbo inizio viene cancellato da una Still The Same che riporta subito tutto a posto. Mirabile la band, guidata da Alto Reed al sax, e splendidi i cori. Ecco, se c’è una caratteristica che mi ha sempre affascinato nelle canzoni di Seger, perlomeno da un certo punto della sua discografia, è sempre stato lo splendido uso dei cori nelle sue canzoni. Non un semplice contrappunto, ma un vero e proprio tutt’uno con la canzone diventandone parte integrale e sostanziale. E quando hai tre coriste come Shaun Murphy, Laura Creamer e Barbara Payton, realizzi subito  la veridicità dell’affermazione fatta poco sopra. The Fire Down Below, la stupenda Mainstreet, e la tirata Old Time Rock’n’Roll aprono la strada ad un’intensa Downtown Train  che arriva da Rain Dogs di Tom Waits. La sequenza successiva, Shame on the Moon  (pezzo scritto da Rodney Crowell),  Roll Me Away, Come to Poppa, Her Strut, si svolge sotto una specie di prova generale del diluvio universale. Ma la platea anziché demordere di fronte alle avversità metereologiche, si scatena trasformato lo spazio in una gigantesca dance hall con, tutti, dai venti ai settanta anni lanciati in balli felici. Potere della musica … Like a Rock è una meraviglia per intensità, quando entra il pianoforte sembra di essere in un sogno che lascia trasparire le stelle quando entra uno strepitoso solo di chitarra. You`ll Accomp`ny Me  e We`ve Got Tonight non sono tra le mie canzoni preferite di Seger, ma sono il preambolo alla parte finale del set che vedrà srotolarsi in sequenza una notevole. Travelin’ Man, la mitica (per me una canzone che è stata simbolo di una giovinezza ricca di incertezze e di sogni) Beautiful Loser, Turn the Page e Forever Young che è un’omaggio a tutti quei musicisti che sono scomparsi negli ultimi anni. Nel corso della canzone sullo schermo appaiono le foto di BB King, Tom Petty, Glenn Frey, Prince, Leonard Cohen, ed un omaggio commovente a questi grandi che ci hanno lasciato.

Ramblin` Gamblin` Man è il primo singolo del Bob Seger System, rimane sempre un gran pezzo, e chiude il concerto prima degli attesi encores. Se In Your Time è un pezzo pop non particolarmente esaltante, meglio, moto meglio il quartetto seguente composto da una bellissima Against the Wind, Hollywood Nights una memorabile Night Moves e la finale 
Rock and Roll Never Forgets che di Seger è uno dei pezzi indimenticabili. Oltre due ore di concerto che ci lasciano felici accompagnandoci verso il rientro a New York a bordo di una immaginaria Chevrolet degli anni sessanta come cantava Bob in Night Moves……

Bob Seger & The Silver Bullet Band

 
Bob Seger Voce, Chitarre

Chris Campbell, Basso

Craig Frost, Tastiere

Greg Morrow, Batteria

Rob McNelley Chitarre elettriche

Jim “Moose” Brown, Chitarre, Tastiere

Mark Chatfield, Chitarre

backup singers : Shaun Murphy, Laura Creamer e Barbara Payton 

Alto Reed, saxophone

Keith Kaminski, Bob Jensen e Mark Byerly, trombe  

John Rutherford, trombone

 

Setlist

Shakedown 

Still the Same 

The Fire Down Below 

Mainstreet 

Old Time Rock & Roll 

Downtown Train  (Tom Waits cover) 

Shame on the Moon (Rodney Crowell cover) 

Roll Me Away 

Come to Poppa 

Her Strut 

Like a Rock 

You`ll Accomp`ny Me 

We`ve Got Tonight 

Travelin` Man 

Beautiful Loser 

Turn the Page 

Forever Young (Bob Dylan cover) 

Ramblin` Gamblin` Man 

Encore:

In Your Time 

Against the Wind 

Hollywood Nights 

Encore :

Night Moves 

Rock and Roll Never Forgets