Massimo Volume

Massimo Volume

Galleria Toledo - Napoli


30/04/2009 - di Francesco Bove
Massimo Volume

30 aprile 2009 - Galleria Toledo Napoli La rassegna "obSESSIONS", curata da Wakeupandream e dedicata alla sperimentazione e ai diversi linguaggi del rock indipendente, non poteva cominciare in un modo migliore. Aprono la rassegna i Massimo Volume, il miglior gruppo rock italiano, secondo il mio parere, dagli anni '90 ad oggi.
Il live dei Massimo Volume ha il sapore di un evento eccezionale non solo perché si esibiscono a Napoli per la prima volta nella loro carriera ma soprattutto perché i Massimo Volume si sono sciolti nel 2002 e solo nel 2008 hanno deciso di riunirsi iniziando un reunion tour che spero continui ancora per molto.
Il concerto inizia alle 22, si spengono pian piano le luci, attimi di sospensione, entra sul palco dapprima Vittoria Burattini, la batterista, e poi il resto della band. "Atto definitivo" è il primo pezzo che cominciano a suonare e già i primi brividi iniziano a percorrere la mia schiena. Il testo di Emidio Clementi, che mette in rilievo uno squarcio di vita quotidiana, viene messo ancor più in evidenza dalle chitarre feroci di Egle Sommacal e Stefano Pilia.
La scaletta è perfetta,anche se esclude brani come "Meglio di uno specchio" e "Dopo che", e prevede, subito dopo "Atto definitivo", "Il primo dio", dedicata al poeta bolognese Emanuel Carnevali.
Il recitato di Emidio Clementi è perfetto, incisivo, così come il suo basso. La band è precisa, affiatata e la resa sonora è sicuramente di gran lunga più matura rispetto ai dischi. Su questo lato, quindi, la lunga pausa è servita, grazie ai vari progetti che i componenti del gruppo hanno affrontato (uno su tutti "El muniria"), a maturare il sound della band che, già negli anni scorsi, raggiungeva livelli elevati.
Il concerto prosegue con "Il tempo scorre lungo i bordi", "La città morta" e la struggente "Fuoco fatuo-Per farcela".
I Massimo Volume sul palco danno l'anima, sudore, pezzi di vita vissuta e tutto questo viene avvertito dal pubblico che risponde caloroso alla fine di ogni brano. Emidio Clementi nemmeno ringrazia, lascia scorrere le parole in un vortice ipnotico, comunica con il pubblico attraverso i suoi testi che, ormai dopo i primi tre brani, è in una specie di tenera catarsi, beve ogni singola parola pronunciata e si rispecchia in molte frasi.
Storie emozionanti accompagnate da una batteria secca, spietata, da chitarre che ti prendono allo stomaco e che non hanno eguali in Italia, da un basso incalzante e perentorio.
Un live commovente e pregno di enfasi che si conclude con un bis speciale che comprende la bellissima "Alessandro", forse la loro canzone migliore, e la ormai epica "Ronald, Thomas e Io".
I Massimo Volume, oggi, hanno una forza espressiva che tanti altri gruppi indie-rock italiani ancora non hanno (i testi di Cristiano Godano, per esempio, nonostante la loro bellezza, non hanno la stessa forza narrativa di quelli di Emidio Clementi ; le chitarre degli Afterhours non danno la stessa emozione e il recitato di Max Collini degli Offlaga Disco Pax non è per nulla al mondo equiparabile a quello di Clementi). Il panorama indie italiano ha bisogno dei Massimo Volume che hanno ancora tanto da dire, i ritratti di Emidio Clementi sono ancora attualissimi, l'Italia di oggi non è, in fondo, tanto diversa da quella che lui descriveva negli anni '90.
Sicuramente uno dei miglior live del 2009, dalla forte carica emotiva, che ha saputo regalare al pubblico non mero intrattenimento ma arte allo stato puro.

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