The Dream Syndacate

The Dream Syndacate

Roma / Monk


28/06/2018 - di Giovanni Sottosanti
Eveyrybody says I don`t care But I`m just trying to remember The days of wine and roses

Cade una pioggerellina leggera e quasi piacevole nella serata romana in cui Steve Wynn e i suoi Dream Syndicate danno nuovo lustro ai gloriosi giorni del vino e delle rose. Già i due precedenti appuntamenti dell`autunno scorso a Milano e Bologna avevano mostrato una band in piena salute, pronta a vivere una seconda giovinezza, cavalcando strade già segnate dai furori giovanili e nello stesso tempo riverniciate a fresco sulla scia di un nuovo acclamatissimo album.

How Did I Find Myself Here è arrivato nel momento giusto per certificare che la band californiana non vive cullandosi sui riflessi dei passati fasti, ma è nuovamente viva, fresca e vitale. Stasera di fresco al Monk c`era ben poco, temperatura all`interno del locale prossima all`ebollizione. Poco male, perchè Steve Wynn, Jason Victor, Mark Walton, Dennis Duck e Chris Cacavas dall`iniziale The Side I`ll Never Show provvedono ulteriormente nel dare fuoco alle polveri.

The Circle, 80 West, Out Of My Head e Filter Me Through You illustrano perfettamente l`ultima fatica discografica, tra acide sfuriate di paisley underground e lunghe cavalcate younghiane. Armed On Empty Gun va all`assalto di un blues urbano e figlio di Medicine Show, mentre la title track dell`ultimo disco si muove con disinvoltura tra punk e rock. Steve è in gran forma, carico e tirato a lucido, pronto per sferrare l`assalto all`album dei ricordi più belli.

Forest For The Trees, That`s What You Always Say e soprattutto una torrenziale e interminabile The Days Of Wine And Roses rappresentano un fantastico viaggio tra i solchi acidi e polverosi di oltre trent`anni fa. Con un perfetto gioco di squadra la band tira la volata al leader, fischiano le corde della chitarra di Jason scorticate da assoli torrenziali, Mark pompa il basso dentro lo stomaco, Dennis si lancia all`arrembaggio mentre l`imperturbabile Chris raggiunge una perfetta simbiosi con la propria tastiera, regalando quel tocco di sixties che non guasta mai.

Glide è un altro pezzo dall`ultimo disco e sancisce l`ennesimo patto tra passato e presente. In un amen siano già in vista del traguardo, sudati, frastornati da tanto splendore e desiderosi di un altro giro a bordo del Sindacato dei Sogni. Ecco allora che Merritville è sempre sinuosa ed elegante, la tanto acclamata Boston si conferma un inno totale e adrenalinico, When You Smile e Tell Me When It`s Over il perfetto suggello per una serata che ha scritto l`ennesima pagina memorabile alla voce rock, cuore, passione e sudore. Per chi non si stanca mai di inseguire il prossimo palco.

Foto di: Antonio Ruotolo