Sodastream

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Freemuzik - Brescia


28/05/2004 - di Christian Verzeletti
 SODASTREAM
 
 FREEMUZIK, BRESCIA
 28 maggio 2004 L'unico timore che può nascere da un concerto dei Sodastream deriva dall'ambiente: le canzoni di Karl Smith hanno bisogno di un pubblico attento, silenzioso ma partecipe, altrimenti il rischio è che la loro sensibilità non venga percepita.
La loro è una musica apparentemente fragile, dotata di una qualità interiore che rimane immutata anche quando è proposta "solo" da un duo chitarra acustica-contrabbasso, come successo al Freemuzik di Brescia, prima tappa del tour europeo. Forse per questo o forse per un'attesa che aveva reso trepidanti le aspettative dei presenti, il pubblico ha faticato a trattenere il proprio schiamazzo.
I primi pezzi sono passati intatti, applauditi, ma incapaci di intaccare l'atmosfera: Karl Smith e Pete Cohen hanno però avuto il merito di calarsi nella musica, canzone dopo canzone, chinandosi sugli strumenti con devozione.
Con le linee di contrabbasso di un'inedita "Warm July" sono arrivati i primi brividi, tenui ma profondi, e, quando Cohen ha annunciato nel suo ingenuo italiano di stare per cimentarsi alla sega, il pubblico era ormai tutto dalla loro parte: dopo un breve strumentale, Karl ha inaspettatamente aggiunto un soffio di armonica alle note psichedeliche ottenute dal compagno carezzando la sega con un archetto.
Da qui in poi la semplicità è diventata uno strumento utile per toccare l'anima dei presenti, ma soprattutto un tappeto su cui ricamare di fino: un arpeggio, qualche lieve percussione al contrabbasso, un gioco di voci appena percettibile sono state carezze che hanno solleticato le cullanti sensazioni delle canzoni.
Qualcuno da sotto il palco accennava a battere il ritmo o a cantare, creando un clima surreale che faceva appena eco alle nostalgie di "Out" e di "Constant ships". Intanto Karl Smith si muoveva in equilibrio tra Nick Drake e i Belle & Sebastian, come chi passa il tempo ad osservare le foglie cadere, ad una ad una. E anche quando ha alzato la sua voce, lo ha fatto perché attirato da un frullo d'ali tra i rami.
C'è stato spazio anche per qualche nuovo brano già inserito in un paesaggio fatto di colori tenui, di movimenti cauti e di pensieri astratti, capaci di ridurre le suggestioni di qualunque distanza, fisica e temporale: "Heaven's on the ground" ha chiuso un set incantevole senza che nessuno si fosse effettivamente reso conto della sua durata.
Sorridenti e rilassati, Karl e Pete sono poi tornati per un paio di pezzi tra cui una splendida "Marianne", a due voci con un ritmo dai sapori traditional.
Alla fine, una volta girate le spalle al palco per tornare ognuno ai propri giorni, lo schiamazzo era ancora lì: forse non se n'era mai andato o forse era rimasto col fiato sospeso. Ma chi se n'era accorto?

FRESH ONE
DONE WITH EVERYTHING
CHORUS LINE
UNDONE
LANE + RICE
WARM JULY
MICHELLE'S CABIN
TURN BLACK
OUT
LOOK AT ME WELL
MOOD IN THE BUNKER
CONSTANT SHIPS
OTHERWISE OPEN
HEAVEN'S ON THE GROUND
MARIANNE
FITZROY STRONGMAN
SEND MY LOVE TO THOSE WHO DESERVE IT





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