Depeche Mode

Depeche Mode

Milano / Mediolanum Forum Assago


27/01/2017 - di Laura Bianchi
A volte ritornano. Da quasi quarant`anni, ormai. I Depeche Mode, che qualcuno, alla loro comparsa, aveva classificato come l`ennesima meteora della New Wave, hanno saputo, nei decenni, costruire un percorso coerente, sempre teso alla sperimentazione, pur senza abbandonare l`ispirazione elettronica e le tematiche tutt`altro che consone al clima dance a cui spesso sono associati.

E tornano anche in Italia, facendo ovunque il sold out: è un pubblico composito per età e formazione, anche quello che affolla il Mediolanum Forum di Assago, per la prima delle due date previste in questa tranche dello Spirit Tour, che li aveva già visti riempire San Siro, nel giugno 2017.

A distanza di soli sette mesi, sembra difficile ripetere il successo, tanto più che non ci sono sostanziali mutamenti nemmeno nella scaletta; invece, di nuovo è trionfo. La dimensione dello spazio chiuso sembra giovare all`equilibrio dello spettacolo, con un`interazione equilibrata fra i contributi video dell`ottimo Anton Corbjin e le riprese di ciò che avviene sul palco.

Dave Gahan, in gilet bicolore e scarpe in glitter argentato, è magnetico, felino, energico e sudatissimo, ma ciononostante trascinante e convincente, sia sul piano vocale, sia quanto a fisicità, mai sopra le righe, sia nel modo di possedere il palco; il frontman si muove sui tre piani, quello dello stage coi compagni, quello rialzato che taglia a metà lo schermo dietro alla band, e quello della passerella, dalla quale incita il pubblico, rivolgendogli l`asta del microfono.

E il pubblico risponde entusiasta, compatto; i cori si moltiplicano, i refrain vengono cantati come una sola voce, le braccia si agitano, seguendo le indicazioni di Gahan, ma, anche, il silenzio scende, quando l`altrettanto carismatico per osmosi inversa Martin Gore, canta una versione emozionante di Insight, seguita da una Home, che il pubblico prolunga all`infinito sotto lo sguardo compiaciuto della band.

I brani di Spirit presenti nel concerto sono solo tre, e questo dà la misura di quanto, ormai, il lancio del disco sia solo un pretesto per radunare, ancora una volta, i fan e condividere con loro un viaggio in una strana macchina del tempo: non a caso, su Cover me, Gahan compare in un video con la tuta da astronauta, e non è chiaro se voglia andare in un altrove spaziale o cronologico, e se avanti o indietro.

Di sicuro, il pubblico più maturo viene catapultato ai propri vent`anni, e riscopre, come in un imprinting indelebile, di sapere ancora ballare New Wave Style, di conoscere ancora tutti i testi, di risentire nel cuore il sapore delle serate di un tempo. E i giovani gustano tutta la potenza, la sapienza musicale, la complicità di una band che ha attraversato infinite tempeste, personali e collettive, ma che ora si presenta, alle soglie dei sessant`anni, con una convinzione ed un entusiasmo contagiosi.

Il concerto si chiude con una versione incredibile di Strangelove, con una trascinante Walking in my shoes, con  A question of Time, chicca inascoltata da quattro anni, e con Personal Jesus: miglior suggello per un concerto tanto riuscito, i Depeche Mode non avrebbero saputo trovare.

 
SETLIST

Going Backwards
It`s No Good
Barrel of a Gun 
A Pain That I`m Used To 
Useless
Precious
World in My Eyes
Cover Me
Insight (acustica solo Martin)
Home (Martin)
In Your Room
Where`s the Revolution
Everything Counts
Stripped
Enjoy the Silence
Never Let Me Down Again

BIS
Strangelove (acustica solo Martin)
Walking in My Shoes
A Question of Time
Personal Jesus