Hayward Williams  With  The Yearlings

Hayward Williams With The Yearlings

Roma / Le Mura


26/10/2018 - di Giovanni Sottosanti
Il ragazzo indossa una maglietta con scritto Milwaukee, Winsconsin, perchè lui è originario della città resa famosa in Italia dai telefilm di Happy Days. La sua vita però non è stata sempre come quelle dei telefilm, i giorni felici hanno lasciato, qualche anno fa, il passo ad un periodo buio e difficile. Un brutto esaurimento con associati attacchi di panico e depressione hanno rischiato di porre fine alla carriera di uno dei songwriter più promettenti degli ultimi anni. Per fortuna The Reef del 2014 ne ha sancito il definitivo ritorno e Pretenders dello scorso anno ne è stata la piacevole conferma.

Stasera è qui, nel cuore di una San Lorenzo ferita dai recenti, terribili eventi di cronaca nera, per dirci che la musica lascia sempre aperta una via verso la salvezza. La serata a Le Mura si apre sotto il segno del duo australiano The Yearlings, fautori di un country folk forse troppo esile e poco graffiante. Bravi, ma non incidono.

Quando, dopo circa venti minuti, sale sul palco Hayward Williams avverti subito che ha un altro passo. Esile, fisico gracile, sguardo basso. Nel momento in cui imbraccia la chitarra e inizia a cantare, hai la conferma che la sua forza è dentro e non ha bisogno di essere urlata per emergere. Lo conoscevi già, lo avevi visto live in altre occasioni, ma anche questa volta riesce a stupirti. Voce profonda con influenze soulful, le sue canzoni si muovono lungo il percorso del cantautorato di vaglia. Non sarà mai una rockstar, resterà sempre un autore ed un performer di nicchia, ma va bene così, perchè nelle sue composizioni trovi gli spazi aperti della provincia Americana, quella rurale e desolata. Nella sua scrittura convivono Dylan e Bruce, ma anche Eddie Vedder e Ryan Adams, Townes Van Zandt e il suo mentore Jeffrey Foucault.

Dall`ultimo lavoro emergono Come Undone, con un piglio rock anche in versione acustica, mentre Because Of You parla il linguaggio del folk. In The Fire è una classica ballata, con Only Love si veleggia verso umori e colori soul. Soul nel senso vero e pieno di anima, perché  Hayward riversa totalmente la sua sulle corde di quella chitarra e mette in circolo tutto il suo vissuto. High Horse da Heymaker, The Reef dal disco omonimo, l`esibizione di Hayward scorre intensa e convincente.

I bis sono addirittura unplugged, senza microfono, giù dal palco a mezzo metro da noi. Silenzio, attenzione e rispetto, tavolini, sedie e birre, il giusto e necessario reset da tutto quanto è rimasto fuori da qui, un`ora e mezza sospesa tra sogni e battito del cuore. Le strade secondarie della musica non sono facili da percorrere, ma se ci provi, lungo il percorso puoi imbatterti in personaggi unici e preziosi. Come regali.