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Egidio Juke Ingala & The Jacknives + Alessandro Ponti

Egidio Juke Ingala & The Jacknives + Alessandro Ponti

Canegrate / Soundtracks


25/08/2019 - di Gianni Zuretti
Fotografie per gentile concessione di:  Michela Luoni

Prosegue a tamburo battente la rassegna Sountracks Blues Festival edizione 2019, e  consolida l’ormai consueto successo di pubblico che anche questo anno sta affollando tutte le piazze dei Comuni dell’Alto Milanese coinvolti nella rassegna. Dicevamo dei riscontri più che  positivi per un pubblico itinerante che ormai si è fidelizzato al Festival e  non manca di dare il sostegno  anche a questa 15esima edizione seguendo le serate presenziando in “trasferta”.

Il merito indubbiamente va a Luciano Oggioni e Daniela Rossi che grazie ad una sapiente scelta della programmazione, che molto spesso nasce anche dalla ormai solida collaborazione con la Slang Music di Giancarlo Trenti, porta sui palchi del territorio artisti di grande caratura internazionale, senza fare follie per budget esosi da impegnarsi per  musicisti magari spesso sopravvalutati. Fondamentale però è anche l’impegno dei Comuni coinvolti che non fanno mancare la loro adesione alla causa del blues e della sua azione salvifica in un epoca in cui la brutta musica regna sovrana.

Un successo anche a  Canegrate,  nella bella piazza fresca di rifacimento dell’illuminazione (cit. Sindaco Roberto Colombo), singolare  anche la location che si creata “en plein air” a 360° con il pubblico che poteva ascoltare anche di fianco e di dietro al palco, dando la possibilità, seppure a discapito di un ascolto ottimale, di muoversi per vedere i musicisti in azione da altre angolazioni insolite.

 

La serata si è ammantata fin da subito di blues autentico e sincero, partendo  con un’apertura davvero pregevole ad opera del bravissimo Alessandro Ponti, un bluesman solitario,  armato di cappello, infradito e della sola Resofonica National Triolian, strumento dal suono morbido e ben condotto da Ale grazie ad un picking molto efficace e privo di inutili orpelli. Ponti è dotato di una bella voce profonda e l’insieme delle sue qualità vengono utilizzate per scavare tra gli stilemi degli anni ’30 tra un repertorio molto country blues e gospel  che viene interpretato  con il cuore e tradisce una grande conoscenza della materia, approfondita evidentemente ricercando con passione e incrementata anche attraverso le molte collaborazioni che lo hanno portato a dividere il palco con altri artisti che amano quella musica. Molto interessanti i brani originali di Ale Ponti che si sposano perfettamente con le tre cover tradizionali da lui rielaborate e presentate nella serata. Good job! Attendiamo con interesse, come da lui anticipato, il suo album in costruzione.

Setlist:

Just A Closer Walk With Thee (Traditional Gospel)
Big Fat Mary (Ale Ponti)
Forgiveness Blues (Ale Ponti)
Lone Ol` Dog (Ale Ponti)
Oh Freedom (Traditional Spiritual)
Going Back To Nola (Ale Ponti)
Lord Send An Angel In My Life (Ale Ponti)
I looked Down The Line and I wondered (Sister Rosetta Tharpe)

 

E’ poi la volta del main artist della serata, Egidio Juke Ingala & The Jacknives, e seppure il mood cambia decisamente per energia e ritmo espressi ovviamente da un combo, permane però quel fil rouge, il rigore interpretativo, che accomuna i due set determinato dalla immediata riconoscibilità in entrambi i casi della grande passione, del cuore e della rigorosa interpretazione del Blues come elemento non negoziabile con facili contaminazioni più commerciali.

 Egidio Ingala è un grande interprete dell’armonica (sia diatonica che cromatica), un maestro riconosciuto a livello europeo che può essere anche affiancato ai migliori di oltreoceano, un artista che da oltre trent’anni  calca i palchi dei più prestigiosi Festival internazionali e che qui  da noi è un punto di riferimento per almeno due generazioni di armonicisti. Ormai da un decennio si accompagna con i bolognesi Jacknives costituendo un combo che ha fatto della stabilità di formazione la sua forza, infatti, i musicisti sul palco si trovano ad occhi chiusi, a tal punto che la scaletta non è mai precostituita e, in corsa, il loro leader la varia a seconda della risposta del pubblico.

 A Canegrate Egidio, dopo un intro strumentale della band con solo di Marco Gisfredi, ha attinto molto dal vasto repertorio di cover che il combo ha a disposizione, passando in rassegna i mostri sacri della storia del blues che vanno da Muddy Waters, Sonny Boy Williamson, George Smith, Eddie Taylor, Jerry McCain e portando solo un paio di pezzi presi dai loro album incisi in studio, trasformando in tal modo il concerto in un evento unico di brani “poco o mai ascoltati” dal pubblico presente.

 L’energia che Ingala, vero mattatore e frontman instancabile, mette sul palco è ogni volta sorprendente e la band lo asseconda, quasi compensando quel vigore,  suonando compassata e duttile, quasi non facesse fatica a seguire le pirotecniche evoluzioni dell’armonica, ciò grazie ad una sezione ritmica (Max Pitardi bass ed Enrico Soverini drums)  tra le migliori nel panorama blues e un chitarrista,  Marco Gisfredi, anche egli riconosciuto tra i top players a livello europeo, elegante e personale nei suoni, una vera sicurezza che riesce sempre ad incantare la platea. Questa era forse la quarta volta di Ingala a Canegrate ma sicuramente avrà fatto nuovi prigionieri.

 

Setlist:

Intro strumentale
Put It On
Money Takin Mama (Sugar Ray)
You Dont Even Know
Hoodoo Party
Born Lover
I Dont Know Why
Sad To Be Lonesome
Juicy Harmonica
There`ll Be A Day
Blues With A Feeling
Real Gone Lover
Little Ann
Oopin Doopin Doopin
Turn Your Damper Down

 
Band:

Egidio "Juke" Ingala - vocals and harp
Marco "The Kid" Gisfredi - guitar
Max Pitardi - upright and electric bass
Enrico "Henry" Soverini – drums

 
I prossimi appuntamenti di Sountracks

 
Keith Dunn – 30 agosto -Busto Garolfo  Parco Falcone e Borsellino

Superdownhome & Davide Speranza – 7 settembre - Parabiago fraz. San Lorenzo

Johnny “Jumpin’ ” Sansone – 13 settembre Cerro Maggiore  Auditorium