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David Bromberg Band + James Maddock Band +  Roberto Dalla Vecchia & Mark Cosgrove

David Bromberg Band + James Maddock Band + Roberto Dalla Vecchia & Mark Cosgrove

Vicenza / Giardino Teatro Astra


25/07/2019 - di Aldo Pedron
Assistere ad un concerto di David Bromberg è sempre stata una grande emozione.

Mancava dall’Italia da alcuni anni e per me che l’ho seguito si può dire da sempre, dai primi anni ’70 è essenziale poterlo nuovamente vedere ed ascoltare!

Di lui ci si ricorda di alcuni epocali concerti molti anni orsono ed ecco un breve riassunto se la memoria non mi inganna anche se qualcuno sicuramente l’ho tralasciato involontariamente, di quando l’ho potuto ammirare.

Martedì ,      8 Luglio   1975 - Teatro Dimitri – Verscio (Svizzera), David Bromberg Full Band

Mercoledi’ 12 Dicembre 1979 - Palalido - Milano, David Bromberg Band.

Domenica  25 Luglio    1982 - Teatro Cristallo - Milano

Sabato       13  Giugno   1992 -  VIII Folk Festival- Giugno in Cascina -Stadio Comunale, Torino

Mercoledì   20 Maggio   2009 – Teatro Dal Verme. Milano, David Bromberg e Nancy Josephson

Martedì       22 Maggio   2012 -  Concerto privato a Vicenza. Bromberg con Mark Cosgrove al mandolino, la moglie Nancy Josephson al contrabbasso e RobertI Dalla Vecchia alla chitarra.

Mercoledì   23 Maggio    2012 -  Loggiato Inferiore della Basilica Palladiana- Vicenza Organizzato da Musica Intus, David Bromberg in duo con Jorma Kaukonen.      

Giovedì       24 Maggio   2012 -  Teatro Modernissimo, Nembro (BG)

Domenica    21 Luglio   2019 -   Buscadero Day- Parco Verrini – Ternate (Va)

 S’incomincia alle 20.30 con Roberto Dalla Vecchia, vicentino che quindi gioca in casa, abile chitarrista e mago dello stile fingerpicking che apre la serata con due brani del suo repertorio tra cui Ticket To Cesuna poi si fa accompagnare in duo dall’amico Mark Cosgrove (insieme in passato hanno tenuto concerti sia in Italia sia negli Stati Uniti).

David Bromberg, dopo averlo visto al Buscadero Day di Ternate (Va) domenica 21 luglio, l’ho potuto nuovamente riascoltare in questa magica serata a Vicenza.  

Le sensazioni a caldo dopo il concerto vicentino non possono che confermare in sintesi che si è trattato di un grande concerto di un grande artista.

Bromberg si presenta con il suo Quintet con una formazione di tutto rispetto: Mark Cosgrove (chitarra, mandolino, voce), il 32 enne violinista Nate Grower, Suavek Zaniesienko al basso e John Kanusky alla batteria. Mark e Suavek sono dotati di splendide voci e accompagnano ai cori Bromberg in alcuni brani.

David, è un vero ed autentico professionista che dà spazio a tutti i musicisti sul palco ed ancora più: gode, si diverte e si compiace nell’ascoltare gli assoli dei suoi comprimari nella band. Ogni due canzoni si cambia registro: si attraversano atmosfere semi acustiche ad elettriche passando dal country al gospel, folk, old-time music, blues e bluegrass. C’è il tempo per alcuni piacevolissimi shuffle, un brano dei 5 chiamati a raccolta in Standing In The Need of Prayer, canto a-cappella (solo voci) ed una sequenza di brani eseguiti con maestria e da far accapponare la pelle.

Durante il concerto Bromberg chiama sul palco ad unirsi alla sua band, dapprima Roberto Dalla Vecchia (esclamando però ne avete di bravi chitarristi in Italia) ed in seguito il poliedrico Brian Mitchell che si diverte alle tastiere (piano elettrico) ma soprattutto all’organo hammond. Sentire l’hammond, il violino e fiati contemporaneamente è per davvero sublime. Si perché il quintetto di Bromberg sia al Buscadero Day che a Vicenza è arricchito da ben quattro fiati italiani, si tratta di Raffaele Kohler e i suoi Ottavo Richter che si lasciano andare con precisione, bravura e follia in alcune scorribande fiatistiche.

La voce di David Bromberg è ancora solida e ci accompagna nelle sue fantastiche storie da storyteller come soltanto lui sa fare.

Eccoli eseguire con raffinatezza Big Road Blues, Walking Blues del sommo Robert Johnson, Why People Like That? e You’ve Been A God Ole Wagon (sul fronte blues) ed ancora Hello Stranger, Nobody’s Fault But Mine di Blind Willie Johnson, Tennessee Waltz un classico del country inciso per la prima volta da Pee Wee King che ne è anche il co-autore nel 1948 e già apparsa e incisa nel suo 2°album Demon In Disguise per la Columbia Records nel 1972 e poi ancora Will You Love Me Tomorrow? e As The Years Go Passing By. Diamond Lil (sempre dall’ellepì Demon In Disguise ed una sua composizione) invece è stato uno dei picchi della sua esibizione regalando forti emozioni.

Si chiude con una fenomenale e suntuosa versione finale di Drivin’ Wheel del canadese David Wiffen.

Ebbene David Bromberg se proprio lo vogliamo definire, è il vero ambasciatore ufficiale del vastissimo patrimonio tradizionale americano, la cosiddetta Roots Music.

Dopo Bromberg è la volta della James Maddock Band che chiama attorno a sé Max Malavasi alla batteria e percussioni ed il fenomenale e funambolico Brian Mitchell (organo hammond e tastiere e fisarmonica) nonchè in qualche brano sono con lui Nate Grower al violino e c’è anche la comparsata di Caterino Riccardi alias Andrea Scarso al washboard.

James Maddock, un englishman spostatosi a New York, voce roca e ballate irrestibili, al solito colpisce con le sue composizioni più suggestive e tratte dai suoi primi album: Rag Doll, Another Life, Straight Lines, Driving Around, Keep Your Dream, Beautiful Now, il capolavoro When The Stars Align e When The Suns Out.

Brian Mitchell propone un paio di brani entusiasmanti da lui scelti che lo vedono protagonista con assoli all’hammond. James Maddock, grande amico di Garland Jeffreys, propone una sua personale e bellissima versione di New York Skyline.

Madame George di Van Morrison è giustamente dedicata al padrone di casa, all’organizzatore di questa splendida serata Mario Misomalo e sul finire arrivano anche gli Ottavo Richter che animano il concerto in un crescendo tutto da vedere e sentire e che ci lascia felici, elettrizzati e consapevoli di un notevolissimo concerto che ci ha accolto in una splendida cornice.

  Foto di: Paolo Brillo