Andrea Parodi Zabala

live report

Andrea Parodi Zabala Somma Lombardo (Va) Castello Visconti di San Vito

25/06/2021 di Marcello Matranga

#Andrea Parodi Zabala#Americana#Songwriting

Tornare ad assistere ad un concerto è una di quelle piccole gioie che pensavamo di aver riposto nel cassetto dei ricordi. Ed invece ecco che con la luce che parrebbe intravedersi in lontananza, ecco che, nel bellissimo cortile d'onore del Castello Visconti di San Vito a Somma Lombardo, Andrea Parodi Zabala ha portato in scena le sue ballate intrise di nostalgia, gioia di vivere, immagini non stereotipate e banali.

Accompagnato da una band di altissimo livello, compasta da Paolo Ercoli, steel guitar, pedal steel, mandolino, Alex Kid Gariazzo, chitarra elettrica ed acustica, voci, Riccardo Maccabruni alle tastiere, fisarmonica, Max Malavasi, batteria, Angie, basso, Claudia Buzzetti, chitarra acustica, voci, Raffaele Kohler, tromba, voci, Parodi ha presentato il suo nuovo ottimo disco, che se già aveva palesato impressioni ben più che positive all'ascolto, dal vivo trova la sua reale e, a personale avviso di chi scrive, migliore dimensione.

Partendo dal presupposto che devi avere grandi canzoni per trasmettere sensazioni, conta anche chi le propone. E quando hai una band formata da musicisti come quelli che accompagnano Parodi, beh, la resa finale non è scontata. E' semplicemente esaltante! Ed il grande merito di Parodi è quello di lasciare loro lo spazio per suonare in libertà una musica che, in un set che fa riferimenti frequenti ai confini, geografici quanto immaginari, confini non ne ha.

Le canzoni scorrono così in sequenza, con una breve intro che l'autore riserva loro per spiegare il senso o dove e quando sia state scritte, rivisitando tutto il disco, in un vortice di sonorità che si susseguono senza sosta. Molto belle le intrepretazioni di C'è, una canzone d'amore dal ritmo frenetico, lontana anni luce dalla banalità alle quali sono costrette le nostre orecchie quando si sentono canzoni dedicate a questo aspetto della vita. Non posso non citare Brasile, dilatata e letteraria. Ma non posso non citare due pezzi inattesi. 

Il primo è una struggente versione di Canzone dell'amore perduto di Fabrizio De Andrè, bella da non credere in questa riproposizione, e Carlos e Smith, che prende spunto dalla nota protesta di Mexico '68 quando i due velocisti americano alzarono sul podio il pugno in segno di protesta, con l'australiano Peter Norman indossò la coccarda  confezionata dall’Olympic Project for Human Rights, un’organizzazione nata nel 1967 per protestare contro la segregazione razziale negli Usa, che aveva chiesto agli atleti di appuntarsela al petto in segno di protesta. 

Plauso finale al Comune di Somma Lombardo che ha organizzato il tutto in maniera perfetta e senza sbavature. Bravi, bravi tutti!!