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Uri Caine - Dave Douglas - Paolo Fresu - Enrico Rava

Uri Caine - Dave Douglas - Paolo Fresu - Enrico Rava

Bergamo / Creberg Teatro


25/03/2018 - di Vittorio Formenti
Serata conclusiva della 40° Edizione del Bergamo Jazz Festival presso la nuova location del Creberg Teatro; i lavori in corso per la  ristrutturazione del Teatro Donizetti, usuale sede di questo evento, hanno imposto questa scelta che si é rilevata più che adeguata alla situazione, sia da un punto di vista logistico che acustico.

Di scena quattro Direttori Artistici di edizioni trascorse che, sotto la regia dell`attuale Direttore Dave Douglas, hanno dato vita ad una serata di piacevole celebrazione con una carrellata di ospiti di indubbio interesse; Jeremy Pelt (tromba), Greg Ward (sax alto) e Tino Tracanna (sax tenore) sono infatti saliti sul palco per prendere parte all`esecuzione di alcuni dei brani in scaletta arricchendo così la palette sonora del concerto.

Dalla scaletta si nota che l`ossatura della serata é basata sulle composizioni di Douglas che, in effetti, appare il vero regista ed interprete del combo, allestito in effetti per l`occasione specifica con le inevitabili conseguenze di alternata efficacia degli altri interventi .

Sia ben chiaro, tutti musicisti di assoluta classe e levatura che riescono sempre ad essere pertinenti ai brani in esecuzione con un`impronta propria; tuttavia spesso é mancato l`approfondimento, l`andare oltre al tema ed alla semplice variazione, la sinergia di contributi ed idee.

Praticamente tutti i brani sono stati eseguiti con la classica struttura di 16 / 32 battute affidate in successione ai solisti con interventi relativamente simili, talvolta troppo attaccati alla base e con pochi slanci causa l`evidente carattere di "una tantum" della cosa.

I momenti dei "tutti" si sono giocati esclusivamente su unisoni piuttosto che su contrappunti; non si può nemmeno parlare di jam, più realistico pensare ad un`orchestra sonora di alto livello.

Inoltre la necessità di dare prima o poi spazio a tutti ha portato ad una certa prolissità.

Anche la sezione ritmica, peraltro di eccellente levatura grazie al basso della malese (naturalizzata New York) Linda May Han oh ed al delicato drumming di Clarence Penn, non si é mai molto allontanata dal groove base.

Pertanto anche brani potenzialmente "diversi" come quelli di Fresu e di Rava non sono riusciti a decollare moltissimo anche se va sottolineato sia il bell`intervento di Tracanna, che evidentemente ha saputo giocarsi meglio la storica intesa con il trombettista sardo, sia la divertente ironia e leggerezza che Rava ha saputo conferire al suo pezzo.

Fa eccezione, a parere di chi scrive, la chiusura con la track di Gillespie che, in quanto brano scritto per l`orchestra di Cab Calloway, é risultato più di impatto anche senza particolari evoluzioni o interpretazioni.

Pelt ha conferito più calore con il timbro della sua tromba, Ward ha apportato fluidità, swing e senso del R`n`B ma il tutto limitato a colorazioni e pennellate, senza affondare la lama nel vivo del tessuto.

Da sottolineare invece il contributo di Caine al piano dovuto sia alla particolare empatia con la musica di Douglas sia al suo stile personalissimo capace di conferire in ogni momento un tocco "differente"; dall`approccio percussivo passando ai tocchi armonici "in and out" fino ai cromatismi efficaci (anche perché concisi) le tastiere sono risultate elemento di grande personalità.

Quindi, in definitiva, musica suonata in modo impeccabile per una serata di gradevole intrattenimento di classe adatto alla festa che l`organizzatore ha inteso allestire; in questo senso l`obiettivo é stato raggiunto.

SCALETTA:

Invocation (Douglas) Blue Heaven (Douglas) Prolog (Douglas) Demigods (Douglas) JFK, the Airport (Douglas) Un Tema per Roma (Fresu) At Dawn (Douglas) Tribe (Rava) Pickin` the Cabbage (Gillespie)  bis. We Pray (Douglas)