Mezzosangue

Mezzosangue

Roma, Atlantico Live


25/01/2020 - di Arianna Marsico
Mezzosangue, al secolo Luca Ferrazzi, classe 1991, chiude nella sua Roma il Sua Cuique Persona Tour.

E lo fa in modo generoso e trionfale. Generoso perché il tour è stato preceduto da un contest per rapper emergenti, l’Hurricane Tournament, che hanno avuto modo di esibirsi in una live battle prima di questa data romana, e non è da tutti in ambito musicale dare spazio e visibilità agli emergenti. Trionfale perché Mezzosangue nelle due ore di concerto non si è risparmiato nel coinvolgere il pubblico, che lo ha ricambiato con calore entusiasta, e nel ringraziare chi lo ha supportato dentro e fuori il palco (dalla Hurricane a Dj Squarta e Luca Martelli, solo per citarne alcuni).

Il presentarsi con una vera e propria band sul palco, e non solo con le basi, si rivela una mossa vincente perché, con l’incontrollabile dinamismo di Mezzosangue, rende lo show coinvolgente, vivo, sfaccettato. Dopo l’intro Sangue galvanizza subito i presenti, con fiamme sul palco e con parole dure fotografa la società odierna, le trappole in cui ci costringe. Il degrado descritto e la rabbia sfociano in una salutare ribellione. Parole come “Ne avessi la speranza io giuro te lo direi/Non credere in nessuno, diventa quello che sei” pur nella cupa energia del suono sono comunque un invito all’autoconsapevolezza, al rifuggire l’eterno confronto con gli altri che i social hanno portato alle estreme conseguenze, al prendere in mano la propria vita.

Trattandosi della data finale del tour non sono mancati gli ospiti, non necessariamente legati alla scena hip - hop. Il violino di Andrea Ruggiero impreziosisce ben tre brani: Crown, Le evidenze e Destro Sinistro Montante.  A quest’ultimo brano si aggiunge anche la pianista Sun Hee, che quasi ingentilisce le immagini del testo, in cui la fatica della boxe diventa dolente metafora del mestiere di vivere. Non è l’unico brano  in cui questo tema è presente, Out Of The Cage ne è un esempio.

Clementino sale sul palco per duettare nell’inedita Sì sì solo tu, marziale inno contro l’improvvisazione, il “credersi fotografi solo perché si ha un cellulare” come spiega Mezzosangue prima di iniziare.

A chiusura della serata, dopo tanta energia, arriva Piove musica con la sua dolcezza, che ricorda l’importanza degli affetti veri e della musica come ancora di salvezza quando tutto va male.

Mezzosangue a questo punto saluta e ringrazia, e con il suo passamontagna, spentesi le luci sul palco, torna a essere Luca e ad affrontare nuovi progetti.

 

Foto Daniele Di Mauro