Jesse Malin With Derek Cruz

Jesse Malin With Derek Cruz

Roma / Wishlist Club


24/11/2018 - di Giovanni Sottosanti
Arrivi quasi in fondo alla strada ed entri nel portone a destra, varchi la soglia del Wishlist e per una sera ti ritrovi nel Lower East Side di Manhattan, al 315 di Bowery Street, New York. Il glorioso CBGB & OMFUG torna a rivivere per una sera nel cuore di San Lorenzo sotto i piedi di un ragazzo piccolo ed esile che, pur essendo appena bambino quando Television, Ramones, Dead Boys, Talking Heads, The Heartbreakers, Patti Smith e via dicendo lasciavano le loro impronte indelebili sui muri e sulle assi del rock club newyorkese, si è da subito nutrito a base di omogeneizzati rinforzati con dosi massicce di birre e punk rock.

Stasera è qui a Roma dopo sette lunghi anni per aggiornare una storia musicale che annovera già capitoli molto belli da sfogliare e riabbracciare. Aprono la serata Diane and The Gentlemen, anche loro da New York in duo acustico, bella voce, cuore e passione.

Jesse Malin si presenta con il fido Derek Cruz, che si divide abilmente tra tastiere e chitarra acustica. Brooklyn è un punto sulla carta geografica e un luogo del cuore da cui ripartire per un nuovo, appassionante viaggio musicale "You couldn`t live with me so you moved to Brooklyn". Wake Up è invece un pezzo che comporrà il nuovo capitolo discografico di Jesse, in uscita il prossimo anno e prodotto da Lucinda Williams. Con Hotel Columbia tira il primo colpo al cuore e "Call me up, call me up Columbia" lo cantano davvero tutti. Il locale è discretamente pieno e il pubblico non è qui per caso, tutti o quasi tutti conoscono le gesta del folletto di New York, cuore romantico e anima punk, figlio della sua città e cantore di luoghi, immagini, iconografie e stati d`animo che tutti portiamo stampate sotto pelle.

Ha voglia di parlare stasera il buon Jesse, ironico e scherzoso, racconta aneddoti e stralci di vita, con semplicità e simpatia. Derek Cruz lo supporta alla perfezione, presenza silenziosa e preziosa. Outsiders ha il passo di Bo Diddley e Meet Me At The End Of The World quel tiro rock che sta giusto in mezzo tra Willie Nile e Lou Reed. Ci pensano The Year That I Was Born e Revelations a rimettere sul piatto le ballads, quelle che ti strappano il cuore. My Little Life è un`altra ballad e appartiene ai brani del disco nuovo, segue un divertente siparietto in cui Jesse racconta il suo incontro con Shane MacGowan, il tutto sfocia in una versione di If I Should Fall From Grace With God tirata e vibrante. Elementi irish che si aggiungono al ventaglio musicale proposto, tra ballate figlie di Springsteen, Billy Joel e Ryan Adams e punk rock taglienti sulla scia di Lou Reed, Johnny Thunders, Joe Strummer e Ramones. Jesse mette la quarta con Wendy e Black Haired Girl, pezzi di grande impatto dai primi due dischi.

Quando poi decide di strapparti definitivamente, oltre al cuore, anche qualche lacrima, ti racconta la storia del suo incontro con Bruce e di come nacque la collaborazione che poi sfociò in Broken Radio. A questo punto puoi solo chiudere gli occhi e sognare, sperando che nessuno ti svegli "I was thinking about another time still in my mind". Torniamo sulla terra con Turn Up The Mains da New York Before The War, con All The Way From Moscow e Burning The Bowery parte la volata finale che si concretizza in una straordinaria Bar Life, intensa, struggente e collettiva, cantata in mezzo al pubblico fino al bancone del bar e ritorno sul palco. Chiude con You Ain`t Goin` Nowhere, sul palco anche Diane and The Gentle Man "Clouds so swift/Rain won`t lift/Gate won`t close/Railings froze/Get your mind off wintertime/You ain`t goin` nowhere". Fuori diluvia e non andiamo da nessuna parte, restiamo tutta la notte, il nostro CBGB è qui, adesso e il capo dei pirati è un piccolo ragazzo di New York, si chiama Jesse Malin.

Foto di: Claudia Lescarini e Giovanni Sottosanti

Video Antonio Ruotolo