Sud Sound System

Sud Sound System

Paladesio - Desio (mi)


23/10/2004 - di Domenico Maria Gurgone
SUD SOUND SYSTEM

23 ottobre 2004 - Paladesio, Desio (MI) Il Paladesio è una struttura pensata e creata per le partite della squadra di basket cittadina che, se la memoria non mi inganna, ebbe un passato discretamente glorioso. Rivisto in chiave di piccola arena per concerti acquista un suo fascino, pur nel buio delle scalinate semivuote disertato dal pubblico giovanissimo accorso. L'occasione della serata in questione è senza dubbio meritoria: raccogliere fondi per il Centro Oncologico di Lecce e per l'Associazione Pro-Africa A.M.R.E.F. Farlo a Desio, in Brianza, può sembrare quantomeno una dura scommessa. A prendersi tale rischio, va detto, sono: l'Hitchcock Cafè, pub della zona un po' circolo culturale, un po' cafè letterario, che ha curato l'aspetto giuridico e tutta la direzione artistica e l'Associazione Salento delle Brianze, che persegue lo scopo di favorire l'integrazione e lo scambio culturale fra i salentini immigrati al nord e i brianzoli stessi,. Ora, se la scommessa sia stata infine vinta, in termini di incassi e di fondi quindi, sarebbe corretto andarlo a chiedere ai diretti interessati: tuttavia, posso dirvi che a giudicare dalle teste ondeggianti sul parterre - 2000 occhio e croce - credo proprio che sia stato fatto centro.
Aprono i Granma, giovane formazione salentina (Giuggianello LE), con una fulminea apparizione segnalatasi unicamente per la peggiore cover di "Enola Gay" mai ascoltata in Italia.
Vincitori del "Premio Gazzetta del Mezzogiorno" presso il festival emergenti "Spazio Giovani di Foggia", la giovanissima formazione, pur ispirandosi in maniera parecchio marcata ai connazionali Subsonica, sprigionano energia, mettendo in atto uno show case basato sui beat di un elettro-pop che ha fatto saltellare i dread del giovanissimo pubblico nelle prime file.
Molta foga sul palco, arricchita da qualche gag teatrale "post-Matrix", ma deficitaria d'idee personali e poco attinente alla musica che ha pervaso la sala per l'ora e più successiva. A riportare perciò un po' di luce mediterranea nel piccolo palazzetto ci vogliono quindi i Sud Sound System, gruppo salentino osannato nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto, con una solida esperienza live alle spalle che li ha condotti a diverse serate in giro per l'Europa al seguito di festival musicali itineranti, i quali hanno entusiasmato un pubblico accorso unicamente per loro dalle zone limitrofe. Coadiuvati dalla Bag a'Riddim Band, salgono sul palco con la voglia di cantare e (far) ballare di un gruppo di ragazzini e non, come se le migliaia di Km percorsi appunto negli ultimi mesi, tra Vilnius in Lituania e Lisbona, non avessero lasciato alcuna traccia. Ed è proprio così poiché la formazione leccese appare subito in forma smagliante. I tre deejay/vocalist della formazione, chitarre, tastiere e qualche amico/a ai cori per uno show all'insegna del ballo. I primi pezzi chiariscono le mira del gruppo, a proprio agio nella bolgia di ragazzi che scandiscono i cori a memoria e fa un certo effetto afferrare davvero poco di quello che avviene sul palco. Nonostante tutto, a colpire è proprio ciò che avviene in platea. Il pubblico non sembra lì per caso e pare acclamare degli amici tornati a casa. Ed è buffo, poiché se i concetti di amicizia e di affinità, di provenienza, non richiedono in questo caso alcuna spiegazione, quello di casa potrebbe presentare qualche problema. Infatti i ragazzi sul palco cantano di un Sud alle prese con problemi e questioni sociali che stanno diventando sempre più conosciute da tutti, "globali" anziché "locali" - emarginazione, violenza, tossicodipendenza, fra le altre - ma che allo stesso tempo vengono spesso sminuite proprio nel momento stesso in cui vengono trattate ed affrontate, ad esempio dai media. L'approccio dei Sud Sound System, potrebbero dare dal palco, con alcune dovute differenze una sensazione assimilabile a quello dell'ultimo gruppo hip-hop, , programmato ad arte e servitoci venti volte al giorno in salsa MTV - o per astuzia: ma almeno è un approccio duro e sincero.





L'approccio che i Sud Sound System hanno dato dal palco potrebbe essere assimilabile a quello dell'ultimo gruppo hip-hop,, programmato ad arte e servitoci venti volte al giorno in salsa MTV , se non per la loro attitudine al free-style che li rende più dure e sinceri, come la tradizione ruspante delle Posse italiane richiedono. Ad esempio, la critica portata all'uso delle droghe pesanti passa attraverso il riconoscimento della cultura stessa delle droghe e l'apprezzamento esplicito per la marijuana, che può essere inteso come un gesto solo in parte provocatorio e forse anche scontato dinanzi al pubblico di un concerto: ma il tutto cambia se si considera che la militanza dei SSS nell'ambito di una sorta di tradizione reggae italiana è ormai lunga più di un decennio e che forse tali sospetti sarebbe opportuno indirizzarli verso altri personaggi del mondo musicale, meno legittimati, ancorché più famosi, a pontificare su certe questioni.
Ancora più duro è l'attacco alla cultura della violenza di strada che inquina quotidianamente la vita nei molti Sud d'Italia (e non solo).
"Guarda per la strada il ragazzo che non ha niente / Abituato alla violenza nel disprezzo della gente / Che lo vede povero e lo ritiene pezzente / Poi che strade ha per non essere un perdente / Quella della violenza non gli costa proprio niente / Con un arma in mano acquista il rispetto della gente / E dico è l'ignoranza che crea la violenza […]." Questo è ciò che scandisce Don Rico, prima che i suoi compari sottolineino che "Nenti cangia intra lu ghettu" - niente cambia nel ghetto - e se state pensando che questi ragazzi facciano riferimento solo ai vicoli ed alle strade di casa loro forse dovreste riconsiderare in parte il vostro cinismo.
Per quasi due ore si è così respirata un'aria di festa, dovuta soprattutto al ritmo della musica: un arrembaggio portato a suon di reggae nostrano, ragamuffin jamiacano e patchanka meetle-uropea, un groove calorico, basato in gran parte sulla divisione delle parti vocali fra i tre front-man e la fisicità del gruppo, a cui si sono unite più di millecinquecento voci all'unisono. Una serata oltremodo importante per i Sud Sound System: lontani da casa sono riusciti a ricreare uno spicchio di Salento fra Desio e la Brianza, anche se soltanto per l'arco di uno show. Credo che sia abbastanza per dei ragazzi che fanno musica ininterrottamente da quasi quindici anni.

Sud Sound System Altri articoli