Glory Days 2018

Glory Days 2018

Rimini


23/03/2018 - di Giovanni Sottosanti
Riavvolgi il nastro e sai perfettamente che non sarà affatto facile trovare le parole adatte con cui esprimere in maniera adeguata tutte le emozioni incamerate in tre giorni di Glory Days a Rimini. Quello di cui sei assolutamente certo è che Rimini e il suo omaggio a Bruce ti hanno stregato e per l`ennesima volta rapito il cuore e l`anima. Sbirci il lungo mare dalla finestra dell`albergo in una domenica mattina assolata ma fresca, in cui l`ora legale ha inferto una mazzata decisiva sulle capacità di recuperare un minimo di parvenza umana. Guardi le onde in lontananza e pensi che forse non c`è una risposta, ne mai ci sarà, per spiegare quello che da diciannove anni avviene sulla riviera romagnola nel nome di Bruce. Un insieme magico, centrifugato e miscelato di passione, pazzia, cuore, amore, nostalgia, ricordi, condivisione e senso di appartenenza, fughe, rinascite e cadute, una parte consistente di sogni che prendono vita, colore e forma in quei giorni in cui, come per magia, una fetta di America vive e rivive insieme a noi.

Down the shore everything`s alright. Questa volta i Glory Days si sono spostati dal mare per approdare nel centro di Rimini, dividendosi tra il Teatro degli Atti, la Cineteca Comunale, il Chiostro della Biblioteca, la Bottega della Creperia e il Rose & Crown Pub. Dunque un`edizione anomala sia per le location che per la collocazione nel calendario, essendo settembre, da sempre, il mese deputato a celebrare l`illustre compleanno. C`era però da recuperare l`edizione di settembre 2017, saltata per problemi logistici e organizzativi. Fatte queste premesse, è stato commovente constatare la risposta del pubblico, come numero di partecipanti e come intensità, entusiasmo e coinvolgimento nell`evento. Questo a testimoniare una volta di più che la passione, la dedizione e la generosità spallano le montagne, appianano le salite e avvicinano le distanze.

Lorenzo, Silvia e i ragazzi che li supportano riescono ogni volta a stupirci, alzando sempre di più l`asticella delle emozioni, dando il meglio e oltre di loro stessi e tirandolo fuori da noi che partecipiamo.

Purtroppo la prima sera arrivo in tempo per una piadina alla Casina del Bosco, ma tardi per il concerto di Ed Abbiati e dei suoi Lowlands al Teatro degli Atti, in uno dei loro ultimi giri di pista. Un abbraccio sincero con Ed vale più di mille parole, oltre al rischio di essere stritolato dalla forza del gigante pavese. E` bello essersi incontrati lungo la strada, come è bello salutare amici convenuti da ogni parte d`Italia, con alcuni non ci vediamo davvero da troppo tempo. La serata prosegue con il concerto del gruppo Bound For Glory, nientemeno che Lorenzo Semprini, Daniele Tenca e un manipolo di validi musicisti, compresi i fiati, per dare l`assalto alle Seeger Sessions. L`esibizione è davvero brillante e coinvolgente, a tratti trascinante, torna alla mente una stagione in cui Bruce aveva voglia di sperimentare e mettersi in gioco.

Il sabato mattina si svolge tra la Creperia, con il gruppo rockabilly-country-swing Lovesick Duo, bravi, freschi e simpatici e la Biblioteca, dove è allestita la mostra fotografica From The River 1981 To The River 2016 a cura di Maurizio Cavallari. La simpatia travolgente di Francesco Coli e la sue storie di bootleg, concerti e di una vita all`inseguimento di Bruce ravvivano il pomeriggio nella Cineteca Comunale.

A seguire Luca De Gennaro di Radio Capital, con una precisa analisi di quanto accadeva musicalmente nel 1978 attorno a Bruce e al suo Darkness. Per la serata finale si torna ad un Teatro degli Atti praticamente sold out e oltre. Apre il trio di Federico Mecozzi con i suoi Lost Souls: where dreams are found and lost. Suggestioni e brividi sottopelle scorrono in un religioso silenzio, insieme con immagini, parole e musica che evocano e celebrano Jeff Buckley, Kurt Cobain, Bob Marley, Patti Smith, Jim Carroll e Neil Young. Poi è il momento di Darkness, celebrato nella sua interezza da una superband composta da Andrea Montecalvo al basso, Mario Scogliamiglio alla chitarra, Marco Ferri alla batteria, Gaetano Ambrico alla tastiera, Diego Alloj al sax e Michele Tani al piano. Alle voci e alle chitarre si alternano poi Riccardo Maffoni, Renato Tammi, Daniele Tenca, Carlo Ozzella, Raffaele Pastore, Daniele Rizzetto, Hans Ludvigsson, Diego Mercuri e, last but not least, Lorenzo Semprini. Il full album viene via dritto, deciso, secco, tirato, rabbioso, potente ed evocativo, minime e impercettibili le sbavature. Poi c`è spazio per gli altri capolavori di Bruce, da Backstreets a Fire, passando per Tenth Avenue, Rendezvous, Rosalita, Born To Run, Growin` Up e Thunder Road, fino alla conclusiva Raise Your Hand. Can`t you understand/just raise your hand. Mitragliate di adrenalina ed emozioni. Il pranzo della domenica al Rose&Crown, il pub più antico d`Italia anno 1964, birre, hamburger, qualche brano unplugged e i saluti finali. Siamo cresciuti insieme Ooh...growin` up It was bye, bye...Rimini!