Us Rails

Us Rails

Relais Bellaria Hotel / Bologna


23/02/2018 - di Giovanni Sottosanti
Dopo un faticoso viaggio tra pioggia quasi incessante, neve e nevischio, sono sempre più convinto che Pete Townshend aveva capito tutto quando disse "Il rock non eliminerà i tuoi problemi, ma ti permetterà di ballarci sopra". Da ieri sera aggiungo che il rock è in grado di farti ballare anche sul mal tempo, come appunto la pioggia e la neve. La calda e confortevole accoglienza del Relais Bellaria Hotel a San Lazzaro di Savena spazza via in un colpo solo stanchezza e tensione, accumulate insieme ai km percorsi. L` elegante sala da pranzo ospita da diverso tempo artisti e gruppi nell`ambito della rassegna Friday Night Music Club, che spazia tra blues, rock, soul e jazz.

Gli US Rails godono ormai di un discreto seguito sul suolo italico, essendo ormai almeno al loro terzo passaggio dalle nostre parti. La band venne alla luce nel 2010 con il disco omonimo, un perfetto compendio di Americana versante west coast con incursioni nel southern, influenze mai nascoste di marca Crosby, Stills & Nash e Jackson Browne, ma anche Tom Petty, Allman Brothers e Marshall Tucker. Si parlò subito di Supergruppo, perché ogni componente della band, Ben Arnold, Tom Gillan, Scott Bricklin, Matt Muir e Joseph Parsons era titolare di una carriera solista già affermata.

Dall`esordio la carriera degli US Rails è proseguita con regolarità, altri quattro album all`attivo tutti di buona fattura, compreso l`ultimo di sole cover, in aggiunta tre live, a disegnare una carriera ormai ben consolidata e apprezzata. Da quasi due anni Joseph Parsons ha abbandonato la band, sostituito da Cliff Hillis al basso. È proprio lui questa sera ad aprire la serata con alcuni composizioni personali proposte in versione acustica. Sale poi la band ed è subito Lucky Stars, primo pezzo del primo disco, atmosfera westcostiana, ritornello orecchiabile, Scott alla voce, armonie vocali e il viaggio parte con il piede giusto. Anche perché poi a seguire arriva Heartbreak Superstar, la voce scartavetrata e il piano di Ben Arnold a guidare le danze. He`s Still In Love With You è tratta da Ivy, ultimo album di materiale originale risalente a due anni fa, il suono è più rock, non per niente il pezzo arriva dalla penna di Tom Gillan che la intinge in pieno nelle sue origini texane.

Ormai la serata ha preso il via, i motori sono caldi, parte il Train In Vain dei Clash e sai bene che quello non lo fermi di certo. Lo puoi però rallentare, ed è quello che fanno gli US Rails con due splendide ballads, ancora Ben Arnold e una calda You`re My Home, seguita a ruota da Colorado e Tom Gillan sugli scudi. Tutto fila alla perfezione, la giusta tensione unita alla voglia di divertire e divertirsi, assoli lancinanti e pause di riflessione, tutto questo fuoriesce dal palco e impatta con le vibrazioni giuste che il pubblico rimanda a sua volta.

Si prosegue con Drag Me Down di Scott e Rainwater di Ben, anche se citare i singoli autori serve solo come ulteriore caratterizzazione del brano, perché la band gira come un tutt`uno in cui ogni ingranaggio è esattamente al proprio posto. Follow The Lights e I`ve Got Dreams, poi irrompe il fantasma di Warren con una tiratissima Poor Poor Pitiful Me a scuotere la sala. Dopo Everywhere I Go tocca a Declaration chiudere il set principale con un`altra virata verso un rock stradaiolo, giù per la Main Street fino a incontrare Tom Petty. Proseguendo di questo passo, il primo bis non poteva che essere Running On Empty perché Looking out the road rushing under my wheels lo canteresti a squarciagola tutta la vita, perché è qualcosa che hai dentro e ti urla in gola. Acclamati a gran voce, gli US Rails non si risparmiano, regalando l`energica e vibrante Do What You Love e l`intensa Don`t Take Me Now, quasi una preghiera finale, una supplica. Lord, don`t take me now Don`t take me now Don`t take me now If I have just one more day I promise I won`t waste it I promise I won`t waste it.