Jason Eady

Jason Eady

Roma / Big Star


22/10/2018 - di Giovanni Sottosanti
Sorride beffardo il volto di Waylon Jennings raffigurato sulla copertina del proprio Greatest Hits, tra le labbra una sigaretta e lo sguardo di chi dice "Te lo saresti mai aspettato di trovarmi qua` sopra in mezzo a tutti questi famosi? Eppure ci sono anche io".

La parete è ampia e accanto al prode Outlaw, trovano posto nomi illustri del firmamento musicale mondiale, tutti in rigoroso assetto vinilico a formare un meraviglioso mosaico, le cui prestigiose tessere rispondono a nomi come Rolling Stones, Elvis, Dylan, Bob Seger, Faces, Janis, The Band, Beatles, Television, Flamin` Groovies e via dicendo. Ovviamente sono presenti anche i Big Star, perchè  il piccolo e accogliente locale nel cuore di Trastevere prende proprio il nome dalla gloriosa band di Alex Chilton. Stasera però è la serata in cui Waylon si scrolla la polvere dagli stivali e batte il tempo con il suo giovane discepolo da Jackson, Mississippi, ma texano d`adozione.

Jason Eady si chiama il sogno inseguito con irrefrenabile passione dai fratelli gemelli Daniele e Simone Marini, honky tonk country men nati all`ombra del cupolone con cuore texano. La saletta al piano superiore del locale indica le coordinate di una nuova strada che potrebbe finalmente portare il country rock anche a Roma. Jason Eady è qui per presentarci I Travel On, settimo disco in studio per una carriera iniziata ormai dal 2005 e sempre mantenutasi su livelli più che buoni. Mai sopra le righe, molto attento alla qualità più che al successo facile da classifica. Nel fodero della chitarra i santini di Hank Williams, Waylon Jennings, Willie Nelson, Merle Haggard e Buck Owens, ma anche Johnny Cash, Joe Ely, Guy Clark, Townes Van Zandt, John Prine e Steve Earle.

La produzione di Walt Wilkins nel disco di debutto e le successive ad opera di Kevin Welch hanno tirato fuori quanto di personale aveva da proporre il buon Jason. Supportato dal contrabbasso di David Aaron Leach si presenta con Calaveras County, piacevole country ballad dall`ultimo disco. Si avvicina a John Prine con Promises In Peaces da When The Money`s All Gone, mentre When I Left Atlanta viaggia sicura sulle highways alla ricerca di better days. Wishful Drinking ha impresso il marchio del country classico, lento e dolente, torna invece il tema del viaggio in I Travel On, ballata dolce e soave. Black Jesus prosegue sulla stessa linea, con Back To Jackson fa capolino il blues. Il brano è tratto dal disco Wild Eyed Serenade, uscito nel 2007 a nome Jason Eady & The Wayward Apostles.

La dimensione acustica mette ancora più in risalto la voce calda e profonda di Jason, come nella splendide Not Too Loud e Rain, entrambe dal penultimo disco e adagiate su territori cari ai maestri texani. Grande intensità in Whiskey & You, cantata con accanto il fantasma di Townes, mentre Lonesome Down And Out fa un giro di giostra con Waylon e Willie. Intense e profonde risuonano Below The Waterline e AM Country Heaven, la voce di Jason riempie il cuore.

Si va verso il finale in un`atmosfera sempre piu` rilassata e calorosa, tra birre e gritos si vola da qualche parte tra il Texas e il border messicano. Con Go Down Moses si toccano punte di gospel e soul, Barabbas è Steve Earle style tutta la vita e Judgement Day riporta tutto al punto di partenza, in quel meraviglioso territorio dove country, blues, soul e gospel si abbracciano senza lasciarsi mai. Marchio DOC.