City Of Guitars A Locarno

City Of Guitars A Locarno

Locarno (CH) - Piazza Grande


22/09/2018 - di Marcello Matranga
Annunciato come il più grande evento gratuito mai organizzato in Europa sul mondo della chitarra, City of Guitars, ha riempito di musica il centro di Locarno, con una serie di incontri e concerti che sono riusciti a farsi apprezzare dal pubblico presente.

L’idea è quella di portare nella cittadina svizzera, alcuni fra i migliori chitarristi della scena nazionale ed internazionale, per farli parlare delle loro esperienze come solisti o all’interno di band piuttosto famose. Idea che ha trovato piena adesione da parte del sindaco della città ticininese, Alain Scherrer, che è performer lui stesso della Vasco Jam, una tribute band dedicata a Vasco Rossi. Ecco quindi susseguirsi nel primo giorno della manifestazione artisti quali: Nic Cester, ex frontman dei Jet, band australiana dedita al r’n’r, e più recentemente autore di un primo album solista, Sugar Rush, inciso insieme ai Calibro 35, Jean Paul “Bluey” Maunick e Francisco Sales degli Incognito. Renato Caruso, Gretchen Menn, Renato Caruso, Luca Colombo ed Alex Britti.

La seconda giornata è quella alla quale abbiamo assistito, con le interviste piuttosto interessanti, ma anche divertenti, a Stef Burns, Maurizio Solieri e Federico Poggipollini, che hanno risposto alle domande di Luca De Gennaro raccontando anche alcuni divertenti aneddoti. Molta la gente accorsa attorno al Palco Sofà, sempre allestito in Piazza Grande, attirata dalla fama dei tre che, lo ricordo, sono stati o sono tutt’ora, chitarristi per Vasco Rossi, Steve Rogers Band, Ligabue, oltre ad avere una propria carriera solista. Per noi però, il motivo della presenza era dovuto alla partecipazione di Billy F Gibbons, fresco di pubblicazione del rutilante The Big Bad Blues, uscito proprio il giorno prima. Gibbons si è sottoposto alle domande di De Gennaro, che hanno sostanzialmente bypassando la carriera degli ZZ Top, zero accenni ai Moving Sidewalks nè alle band (The Cellar Dwellers etc.) nelle quali il nostro ha militato prima della avventura con la band assurta a fama planetaria, ma qualche domanda piuttosto generica sul nuovo album ed i musicisti presenti, e poi i ricordi dell’incontro avvenuto con BB King e dei simpatci risvolti quando Gibbons venne invitato a suonare da King lo stesso pezzo ascoltato da Billy nel corso di quel già citato incontro (Tired Of Your Jive per la cronaca), o di quando a cinque anni vide uno show dal vivo di Elvis Presley. Sarebbe stato interessante sentire dire qualcosa della recente collaborazione con John Fogerty, ma è chiaro che in uno spazio di tempo molto ristretto, parlare con muscisti del genere richiederebbe tempistiche ben diverse. 

Dal punto di vista delle esibizioni, City of Guitars non ha deluso i fan amanti della sei corde con le performances di Vic Vergeat (tributo a John Lennon), Massimo Varini, Luca Stricagnoli, come quelli della canzone popolare italiana, visto la presenza di chitarristi di tal vaglia, che hanno anche saputo uscire dallo schema un pò scontato della riproposizione pedissiqua di pezzi scritti, o co-scritti insieme alle star prima citate. Ecco quindi scorrere in sequenza i set di Massimo Luca che, attorniato da un folto gruppo di chitarristi, ha passsato al setaccio le pagine più celebri del songbook di Lucio Battisti, portando il suo lungo set a chiudersi con il calar della sera. Interessante il set di Solieri che ha inanellato una serie di cover di gran classe come una White Room dei Cream decisamente notevole, seguita da un`ottima Won’t Get Fooled Again dei grandi The Who, cui è seguito un pezzo srtumentale dedicato alla memoria di Massimo Riva. Ovviamente accolta con calore l’esecuzione di Albachiara, che ha visto salire on stage il sindico di Locarno, per cantare il celebre pezzo meno intrigante, dal nostro punto di vista l’esibizione di Poggipollini che è sembrato dar luogo ad uno show per mandare in visibilio i fan piuttosto che puntare su qualità che certo possiede. Poco  emozionante la cover di London Calling dei Clash, mentre non poteva mancare il ritorno di Scherrer sul palco per una versione di Certe Notti di Ligabue.

Steve Burns, chitarrista californiano a fianco di Huey Lewis & The News, ha sfoggiato un set grintoso e divertente fatto di pezzi come The Power of Love (appunto), o My Sharona, per poi chiamare sul palco Billy F.Gibbons che, nonostante il non molto tempo a disposizione ha acceso la piazza in particolare con una versione di Wild Thing seguita da una incendiaria La Grange eseguite con la house band che ha accompagnato tutti gli artisti esibitisi, composta da Federico Malaman al basso, Fabio Valdemarin alle tastiere, Erik Tulissio alla batteria, Rossana Carraro alla voce e Gianni Rojatti alla chitarra, oltre a Burns, Solieri e Poggipollini. Alle 22.45 è calato il sipario su una manifestazione che, pur essendo alla prima edizione, ha centrato l’obbiettivo con un’organizzazione di ottimo livello. La musica ha poi fatto il resto.

Ci torneremo il prossimo anno per seguire la manifestazione nella sua interezza.