Davide Toffolo

Davide Toffolo

Roma, Nuovo Cinema Palazzo


21/12/2019 - di Arianna Marsico
Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti coglie l’occasione in una serata unplugged per presentare il suo ultimo libro Graphic novel is back e regalarci canzoni in acustico e aneddoti. Ma del volume anticipa poco, giusto poche pagine, ironizzando sul fenomeno dello spoiler e le sue conseguenze sulle persone (“Non voglio che vi facciate male”, dirà sornione).

L’autore friulano dichiara di essere “metà musica, metà fumetto” e si muove come un funambolo tra la dimensione del concerto e quella della stand- up comedy, come quando offre ai presenti delle clementine e con raffinato humour nero accosta le possibili conseguenze alla strage della Guyana o quando chiama tutti per una foto, scherzando sull’effetto sui social.

Ad aprire la scaletta è La ballata delle ossa, seguita dall’inossidabile Occhi bassi, perché forse a tutti è rimasto un pezzetto di tesoro “dentro ai piedi”. Toffolo ricorda poi l’ostilità con cui fu a volte accolto Primitivi del futuro (2010) perché c’era chi aveva visto in esso un tradimento vero una presunta purezza punk quando la musica è un viaggio, un percorso senza paletti. E quasi a confermarcelo ci regala Puoi dirlo a tutti.

Dolente e solo apparentemente leggera come la La ballata dell`amore cieco (o della vanità) di Fabrizio De André è I cacciatori, su una vita intrappolata in degli eterni quindici anni.

Davide racconta anche degli inizi a Pordenone della band, dell’approccio punk inteso sia come attitudine (ed inizia degli spassosi siparietti su rutti e pernacchie) che semplicità musicale, ricordando i primi approcci con la chitarra. Ed ecco quindi la canzone realizzata “con due accordi”, ovvero Mai come voi, e quella addirittura “con un accordo” ossia Fortunello, ispirata al personaggio creato dal romano Ettore Petrolini. Specifico le origini romane di quest’ultimo perché da qui Toffolo ci tiene a rimarcare il suo strettissimo legame con Roma, la sua città di adozione. Una città bellissima “ma con un ufficio stampa di merda” a suo dire, per l’immagine che soprattutto negli ultimi anni arriva al di fuori. E così canta Catena metà in italiano e età in romanesco, affermando di aver trovato delle assonanze con gli stornelli. Omaggia Remo Remotti coinvolgendo una coppia del pubblico.

Dovrebbe a questo punto salutarci, ma non prima di donarci altre tre perle. La prima è La mia vita senza te. Poi c’è l’anarchica La tatuata bella, con il suo delicato equilibrio tra malinconia e lotta per la libertà. A chiudere, visto anche il Natale in arrivo, non può essere che la toccante Bengala, in acustico ridotta veramente all’essenziale come la grotta di Betlemme.  Davide qui si fa accompagnare da un suo piccolo fan, il bravissimo Arturo.

 “Libera come non mai” vola la musica, vola la fantasia.