• Home
  • /
  • Musica
  • /
  • Live
  • /
  • Lowlands & Friends Inaugurazione Spaziomusica
Lowlands & Friends Inaugurazione Spaziomusica

Lowlands & Friends Inaugurazione Spaziomusica

Pavia / Spaziomusica


21/09/2019 - di Fabio Baietti
"Un sabato qualunque, un sabato italiano"...io ed un grande Amico ad assolarci di Arte e Storia, certosina pazienza e sambuche con e senza ghiaccio. Pavia ci accoglie con la sua mescolanza di sacro e profano, con le cupole maestose ed i profumi di leccornie culinarie. Dovremmo essere già soddisfatti ma noi siamo in città per rivedere un bel numero di amici. Svicoliamo da una cena luculliana ed entriamo a fatica in uno SpazioMusica che stento a riconoscere.

Paolo Pieretto è il nuovo, emozionato "padrone di casa",  libero di poter stilare una programmazione artistica degna delle sua competenza e passione tra mura che, storicamente, trasudano musica e cultura, ben oltre i confini del Ticino. Lui ed il suo staff hanno pensato ad un solo nome per iniziare la nuova avventura, andando a colpo sicuro nella scelta di Edward Abbiati. Il locale è stipato ai limiti della capienza, chioserebbe l`immortale Sandro Ciotti, con il pubblico che ha "portato sete e sorrisi" in quantità industriale, come da richiesta del barbuto rocker anglo-pavese.

Il concerto inizia con delicata atmosfera, Simona Colonna porte in dote il suo violoncello ed il suo talento, Edward sceglie canzoni che accarezzano l`anima, come "Ashes", una "Only rain" virata cello "for mum" e, soprattutto, "Love etc" che diventa tenera dedica e struggente ricordo di chi ascolta il concerto da un altrove troppo presto raggiunto. E` tempo di virare l`emozione acustica in elettrica pulsione, si "tolgono i guanti" e prende le redini la pacifica artiglieria a sei corde di Maurizio "Gnola" Glielmo (instancabile generatore di pregevole solismo per l`intera serata).

Gli ACC (Antonio Perugini e Joe Barreca, tengono il ritmo alla grande, Stiv Cantarelli lancia l`elettrica in desertiche cavalcate) si ergono protagonisti di un set al "calor bianco", in cui si narra di cani che passano per primi sul medioevale ponte, cestisti eroinomani in cerca di riscatto, perché "non arrendersi mai" non è uno slogan ma vita vissuta. Il combo triplica le chitarre elettriche per una devastante versione  di "Oh Baby please" (a firma della premiata ditta Cacavas & Abbiati) con abrasiva jam incorporata. E` tempo  di  ricordare quanto i Lowlands siano stati anche affini a sonorità decisamente rock, cosi la fisa ed i tasti di Francesco Bonfiglio, il basso gentile di Manuel Pili e le spazzole di Furio Sollazzi, lasciano il posto alla ruvida, vigorosa sezione ritmica di Mattia Martini e di un ipercinetico Enrico Fossati.

"Friday night" e  "Lovers & Thieves" risplendono di fierezza ad alto voltaggio, su "Down on new Street"  i fantasmi  iniziano a danzare tra i vicoli della città. "That`s me on the page" è purissima poetica delle emozioni. Quelle che trasudano impetuose per l`inno alla pinta levata al cielo, "In the end", che, in questa unica occasione, si trasforma da perfetto meccanismo da singalong in un momento di intimità condivisa che solo i presenti potranno portare nel  cuore.

Ormai la festa volge al termine, un`etilica, straripante versione di "Fisherman`s blues" (con Richard Lindgren e Riccardo Maccabruni ad aggiungersi all’eterogenea band) la suggella nel migliore  dei modi.

One night only, la fortuna di averla respirata e bevuta, di averla vissuta, di averle sorriso.

Foto di: Fabio Baietti