Tom Russell

Tom Russell

Brignano Gera D’adda (bg)


21/06/2008 - di Christian Verzeletti
TOM RUSSELL

21 giugno 2008 - Brignano Gera d'Adda (BG) L'appuntamento con "Andar per musica", giunto ormai alla ventiquattresima edizione, è come al solito in un luogo suggestivo - stavolta a far da cornice è il Palazzo Visconteo di Brignano Gera d'Adda -, giusto per dar prova che è possibile organizzare concerti in location anche di valore. Ed il programma è altrettanto valido, perché la serata prevede l'esibizione di Tom Russell, songwriter di El Paso (Texas), per il quale non abbiamo bisogno di spendere altre parole d'introduzione. A salire per prima sul palco è Cathryn Craig, cantante di Nashville, accompagnata da Brian Willoughby, chitarrista di lunga esperienza, già negli Strawbs e con Mary Hopkins. I due propongono un set di country melodico, semplice e ben suonato, con la voce della Craig che fa sentire le sue doti da corista. Il suo canto si leva netto e toccante, con buona estensione, sfiorando il folk ed il Dixieland, ma non uscendo mai dai territori di una ballata romantica vecchio stampo. Le interpretazioni si fanno comunque apprezzare per la purezza ed il pubblico chiede a gran voce un bis, che arriva con una canzone dedicata a Pocahontas, la più tesa di una scaletta chiusa poi con una versione molto vocale di "Amazing grace".
Pochi minuti di pausa e, quando sul palco sale Tom Russell, c'è già un'altra intensità: da consumato entertainer, china il capo e chiama l'attenzione del pubblico evocando i fantasmi di Hank Williams, Leonard Cohen, Townes Van Zandt e Bo Diddley (quest'ultimo recentemente scomparso). E quando la sua versione di "Lost highway" viene interrotta dal pianto di un bimbo, ne approfitta per modificare il testo ed improvvisare una piccola gag.
Sostenuta dalla chitarra di Michael Martin, anche lui texano di San Antonio, la sua esibizione è frizzante e coinvolge i presenti sin dai primi pezzi portandoli spesso a cantare come in "Stealing electricity".
Russell propone ovviamente anche ballate raccolte, tra cui una dedicata alla Vergine di Guadalupe. Brillano poi le sue canzoni incise da altri musicisti, come "Angel of Lyon", registrata da Francesco De Gregori e rivendicata con scherzosa ironia nella speranza che il disco del cantautore italiano venda centinaia di migliaia di copie. Quando Martin poi imbraccia un mandolino, è ora di varcare il confine e di entrare nel territorio messicano con una "Tonight we ride", che entusiasma tutti: Russell sa sempre quando caricare un pezzo con un urletto da cowboy piuttosto che con qualche accordo più marcato. La sua esperienza è tale che anche un pezzo tragico come "Who's gonna build your wall", sul muro che dividerà il Messico dagli Stati Uniti, diventa una sfida sarcastica e divertente a qualunque estremismo.
Un accenno ad un'appassionata ballata in spagnolo, una nuova canzone su Hank Williams e poi la conclusione trionfale con "Gallo del cielo", con le parti di flamenco sottolineate da immancabili "olè" e dai battiti di stivale dello stesso Russell.
Per i bis fa la sua comparsa anche Elliott Murphy, che improvvisa una seconda voce su "Navajo rug", ma la vera sorpresa è l'omaggio finale a Bo Diddley con "Who do you love" e "Haley's comet".
Ancora una volta Tom Russell raccoglie consensi unanimi, convincendo sia gli spettatori occasionali sia i fedelissimi che lo seguono da tempo.

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