Glory Days In Rimini - 20th

Glory Days In Rimini - 20th

Rimini


20/09/2018 - di Giovanni Sottosanti
GONNA BE A LONG WALK HOME

Vent`anni di Glory Days. Quindici anni che ci vado. Sono tanti vent`anni. E anche quindici. Vite intere che nascono, crescono e a volte se ne vanno. Ripercorri il lungomare, calpesti passi già segnati, i tuoi passi, e insieme ne trovi tanti altri, uno a fianco all’altro, sono i passi di tutte le persone che hanno camminato con te dal 2003 a oggi. Impronte sulla spiaggia che raccontano sogni, speranze, delusioni, vittorie e sconfitte. Emozioni. Perché viviamo di quello e  per quello siamo vivi. Dal Barge, passando per il Rockisland fino al Teatro degli Atti e la Corte degli Agostiniani. Un percorso che illustra una storia di passione vera, grande come il cielo e forte come la roccia e una voglia di condivisione sconfinata come il mare. Poi c`è quel qualcosa che ti esplode dentro quando arrivi a Rimini, una cosa che resta a metà  tra la gioia e la nostalgia, perché  sai che sei arrivato a casa e quel lungomare, la ruota, la spiaggia, gli ombrelloni, ti ricordano tanto una parte di mondo dalle parti del New Jersey.

Anche quest`anno Lorenzo, Silvia e i ragazzi dello staff non hanno risparmiato una goccia di sudore e un briciolo di energia per organizzare, coordinare e incastrare ogni evento e ogni minimo dettaglio al meglio. Il mio Glory Days inizia dal venerdì  pomeriggio con Luca McMirti live acoustic nello scenario suggestivo della Corte degli Agostiniani. Il rocker fiorentino si presenta in versione songwriter con un nuovo disco da presentare, Songs From The Rain, cantato e suonato interamente da solo. I pezzi presentati sono scarni, essenziali, spesso molto intimisti, racconti di vita vissuta. Prevalgono colori autunnali e atmosfere cupe. C`è dentro l`uomo con tutto il suo fardello di sconfitte e sogni infranti, ma con ancora tanta fierezza, coraggio e voglia di riscatto. Come ci ha insegnato qualcuno. Blame It On You, Still The Same, Man Of Nothing, Jesus Is Not Here i titoli che più mi impressionano. Per Song For T, dedicata a Tom Petty, viene raggiunto sul palco dai fratelli Diego e Alfredo Mercuri, che lo supportano alla chitarra e al piano. Poi al piano si siede Luca, accanto a lui il Bruce del 1974, quello di The Promise, For You e New York City Serenade, cover eseguite con grande bravura, passione, rispetto e un pizzico di emozione.

La serata continua all`interno del Teatro degli Atti. Di scena un doveroso tributo a Nebraska, album che ha da poco compiuto trentasei anni e per il quale non necessitano altri aggettivi oltre quelli già spesi. Sul palco si succedono Daniele Tenca, Riccardo Maffoni, Daniele Rizzetto, Luca McMirti, Nashville Backbones, Lorenzo Semprini, Cesare Carugi, Diego Mercuri, Marco Carnelli e Zona Mc, ognuno un brano, alla spalle il vetro di una macchina e una strada innevata "I saw her standin` on her front lawn just twirlin` her baton".

A questo punto serve una scarica di adrenalina e chi meglio di Dan Baird & Homemade Sin per mettere a ferro e fuoco il palco dei Glory Days? I quattro fuorilegge del rock`n`roll tirano fuori l`artiglieria pesante e il concerto ricalca il copione di pochi giorni prima a Cantu`. Anche qui nessuna pietà per i timpani, non si tira il fiato, due ore dritte filate senza interruzioni, rock e southern come piovesse in una danza indiavolata tra Georgia Satellites, Lynyrd Skynyrd, Black Crowes e AC/DC. Così è se vi pare.

Un contrattempo mi impedisce di assistere agli eventi del sabato mattina e pomeriggio a cui tenevo molto. Purtroppo mi perdo presentazioni di libri, dibattiti e interventi, in particolare quello di Massimo Cotto, che, a quanto mi viene raccontato, sono stati tutti molto interessanti e coinvolgenti. Mi rifaccio con la serata finale, ancora la Corte degli Agostiniani provvede a incorniciare il tutto di estatico splendore. Sul palco l’Orchestra Sinfonica diretta da Federico Mecozzi crea un supplemento di magia, accompagnando gli interpreti che si alternano nella rivisitazione del repertorio springsteeniano. Dopo una prima parte orchestrale, tornano a ruggire e graffiare le chitarre elettriche, la batteria rulla, è un rock`n`roll party, è la festa di Bruce, sono i Glory Days! Rispetto alla sera precedente si aggiungono alla line-up Graziano Romani, Carlo Ozzella, Renato Tammi, Raffaele Pastore e Joe Castellani. Sul palco ovviamente anche Lorenzo Semprini, mente, cuore e anima di tutto. 1, 2, 3, 4...20! Vent’anni di Glory Days! Eccoci qua! Long walk home: who we are, what we`ll do and what we won`t, così è scritto sul poster dell`evento. Dove saremo, cosa faremo e cosa non faremo? Non lo so, non lo posso sapere. Però lo posso immaginare. Ho un sentore, neanche tanto vago, che a settembre saremo spesso e volentieri a Rimini...

Here everybody has a neighbor

Everybody has a friend

Everybody has a reason to begin again

It`s gonna be a long walk home