Colter Wall

Colter Wall

Milano / Magnolia


20/03/2019 - di Giovanni Sottosanti
I tre cavalcano affiancati lungo la strada assolata e polverosa. Ridono e scherzano amabilmente, le larghe tese dei cappelli da cowboy li proteggono dal sole che cade a picco. Il ragazzo li segue poco più dietro, per nulla timoroso, ma giustamente rispettoso nel trovarsi al cospetto di tali celebrità. Waylon, Willie e Johnny adesso sono stanchi e hanno sete, c`è un saloon nella cittadina che stanno attraversando e decidono di fermarsi per rinfrancare le stanche membra. Il ragazzo si occupa dei cavalli, poi entra anche lui. I tre sono seduti a un tavolino e sorseggiano con calma birre ghiacciate, il locale non è grande e neanche largo, sul fondo c`è un palco. In questo momento sta suonando una ragazza molto carina, si chiama Belle Plaine ed è Canadese. Ha realizzato un disco dal titolo Malice, Mercy, Grief & Wrath, ballate di chiara matrice cantautorale country folk, con Joni Mitchell, Emmylou Harris e Patsy Cline nel cuore. Voce cristallina e sguardo suadente, ha tutto per raccogliere consensi e soddisfazioni lungo la strada. Ha anche un marito cowboy e un po` tamarro, tale Blake Berglund, che sale con lei per un paio di pezzi.

Quando lei ha finito, il ragazzo si avvicina al palco con un fodero sulle spalle, dentro non ha un fucile, ma una chitarra acustica, la tira fuori e inizia a cantare. Lui si chiama Colter Wall, ha ventitré anni ed è canadese di Swift Current, nella provincia di Saskatchewan. I tre restano a bocca aperta e con le birre piantate in mano, perché quella voce che sul palco intona il traditional Old Paint (Ride Around Little Dogies) non può avere ventitré anni, non è possibile! È una voce che fuoriesce dalle viscere della terra e scava nell`anima solchi di emozione lunghi e profondi. Le successiva The Trains Are Gone e Fraulein confermano che non è uno scherzo, è tutto vero, il ragazzo e la sua voce sono in grado di tenerti inchiodato lì, con un sorriso quasi ebete tra gioia e meraviglia.

È bastato un disco, l`omonimo Colter Wall di due anni fa, per rivelare al mondo questo tesoro nascosto sotto la neve del lungo inverno canadese. Il precedente ep Immaginary Appalachia e il successivo Songs Of The Plains hanno ulteriormente confermato che il viaggio intrapreso da Colter lungo le vie del West lo sta conducendo nella direzione giusta. Adesso il locale è pieno e tutti sono lì per lui, lo ascoltano con attenzione e battono il tempo con le mani e il tacco degli stivali. Sul palco lo ha raggiunto la band, camicie a quadrettoni, barbe e capelli lunghi, chitarra e armonica, pedal steel, basso e batteria. Wild Bill Hickok e Thirteen Silver Dollars riempiono il Magnolia di profumi western e soldati a cavallo, Saskatchewan In 1881 ha dentro un`armonica tagliente e gli spazi aperti del natio Canada, mentre Thinkin` On A Woman e Motorcycle ballano al ritmo del miglior honky tonk.

Con Kate McCannon il suono si sporca di umori southern, la band dilata gli assoli, il cantato è ruvido e musicalmente i ragazzi toccano il punto più alto della serata. Ogni strumento al suo posto, ogni nota ben calibrata forse solo la voce di Colter resta leggermente dietro rispetto al suono colletivo. A questo punto chiama in aiuto altri amici e numi tutelari, è il momento di Ramblin` Jack Elliott e della sferragliante Railroad Bill (Ride, Ride), Wild Dogs di Billy Don Burns è un urlo lancinante nel silenzio del deserto, Calgary Roundup esce dalla penna di Wilf Carter al ritmo di classic country ballad, mentre un sorriso compiaciuto solca il volto triste di Townes quando White Freight Liner Blues risuona energica e vibrante.

Con Plain To See Plainsman e Sleeping On The Blacktop cavalchiamo verso un tramonto carico di colori e forti suggestioni tra country e blues. C`è tempo per un ultimo giro di whiskey e tequila, non vi preoccupate, offrono Colter e i ragazzi, perché Up Against The Wall, Redneck Mother del grande Ray Wylie Hubbard è il congedo migliore possibile, in alto i bicchieri, volano i cappelli da cowboy insieme con i gritos "And it`s up against the wall, redneck mother/Mother who has raised her son so well/He`s thirty four and drinkin` in a honky tonk/Just kickin` hippies` asses and raisin` hell". Waylon, Willie e Johnny applaudono convinti, hanno finito le birre ed è tempo per loro di rimettersi in cammino. Il ragazzo Colter questa volta non li segue, adesso è un uomo e può camminare da solo.