Francesco Pìu -  Crossing

Francesco Pìu - Crossing

Milano / Spazio Teatro 89


19/10/2019 - di Fabio Baietti
Se, intervistandolo qualche tempo fa, avessi chiesto a Francesco Pìu quale tipo di concerto mi sarei dovuto aspettare per la presentazione di "Crossing", sinceramente nessuna sua risposta  avrebbe potuto essere convincente quanto ciò da me visto e sentito in quel di Spazio Teatro 89.
A sole quarantotto ore dall`acclamato live del ticket NMAS e GBR, la band messa in piedi dal bluesman sardo sciorina un set di assoluto livello internazionale. Un sestetto che appare eterogeneo per la varietà della strumentazione ma che, dopo poche battute, scioglie la comprensibile tensione dell’esordio, amalgamando alla perfezione i peculiari ingredienti. La virulenta elettricità delle sei corde mischiata alla voce graffiante, vieppiù permeabile a toni soul del leader, sono già elementi fondanti del live. Ulteriormente rafforzati dal duello di eccellenza ai tamburi tra Silvio Centamore e Paolo Succu, a scambiarsi ripetutamente gli sgabelli tra rullante, piatti e percussioni di ogni sorta. Supportati dalle incisive linee di basso dal "diversamente giovane" Gavino Riva, indispensabile anche alle armonie vocali. Addolciti nella spigolosità dal sapiente Francesco Ogana, padrone delle melodie dal sapore mediterraneo quanto di appaiare la corrosiva elettricità della solista con una ritmica di rara efficacia.

E DJ Cris? Per i miei pre-giudizi, potevo pensare ad una commistione forzata di generi e null`altro. Invece, il possente gestore della consolle si rivela il punto di forza inaspettato del concerto. Inserti perfetti, per tempismo e scelta, valore aggiunto alle cover di Crossing, nuovo, luccicante vestito per alcuni pezzi di "Peace and groove". Tra le prime, eccellenti le versioni di "Me and the Devil", "Stop breaking down" e "Stones in my passway" ,del penultimo cd da applausi la resa di "My eyes won`t see no more", "Mother" e "Black woman".

Si finisce in mezzo al pubblico, sradicando tamburi ed accordi coi fonici, il ritmo di They Are Red Hot costringe anche i più restii ad alzarsi ed a tenere il tempo, un corpo che balla è sempre uno strumento aggiunto sul palco.
Due ore per un viaggio carnale e sensuale, dai profumi speziati della cucina southern e dei piatti afro-mediterranei. Vissuto idealmente sul  ponte di una vecchia nave che solca l`Atlantico ed i finestrini abbassati di un vagone sull`unico binario tra oasi e deserto. Un live di contaminata bellezza, la Musica che unisce culture diverse contagia ed esalta.

Le luci di "Downtown Bulciago" illuminano la Brianza, le navi dei Fenici dispiegano le loro vele, il resto è groove irresistibile dalla terra dei 4 Mori. Più Pìu per tutti, cercatelo al prossimo incrocio, lungo la strada.