Joan Baez

Joan Baez

Collegno, Torino/ Flowers Festival


19/07/2019 - di Laura Bianchi
Per una volta, partiamo dalla conclusione del concerto che Joan Baez ha tenuto a Collegno, vicino a Torino, nel contesto del Flowers Festival, per salutare il suo pubblico nella seconda parte del Farewell tour.

Partiamo da una figura esile, canottiera nera e  fazzoletto rosso al collo, corti capelli bianchi e sorriso gentile, occhi nerissimi e intensi, che accenna qualche passo di rumba e si allontana dal palco, mentre, stretti addosso alla transenna, migliaia di spettatori la salutano entusiasti, un gruppo perfino cercando invano di fare recapitare fin sul palco un grande mazzo di rose rosa.

Partiamo dall`ultima canzone, con Joan che alterna “fare theewell” a “arrivederci, amici, arrivederci”, regalandoci l`ultimo,  emozionante,  vibrato della sia inconfondibile voce, l`ultimo, stupefacente, fingerpicking, che dà a tutti l`impressione che lei sia accompagnata da almeno altre due chitarre.

Partiamo dai volti sotto il palco: molti segnati dal tempo e dalle lotte, e dalle delusioni nel vedere quelle lotte ancora in corso; ma molti, e meno male, ancora giovani, sguardi vivi e fiduciosi, mente lucida nel ricordare le parole di Blowin’ in the wind o Here`s to you, scritte quando loro non erano ancora nati.

E risaliamo indietro, nelle tappe di un concerto che si potrebbe definire impegnato, se non fosse che perfino questo nobile aggettivo, in tempi tanto sciagurati, rischierebbe di divenire sinonimo di radical chic, quindi stucchevole, cerebrale e fastidioso.

Invece, Joan Baez è fastidiosa, ma nel senso positivo; perché smuove le coscienze, anzi, è lei stessa una coscienza vivente, del passaggio del tempo, mai una sola volta rinnegato,  ma anche del fatto che, nei decenni, si possa, si debba, essere coerenti con la fede a ideali insindacabili: I diritti umani, il rispetto per l`umanità, la cultura, la storia.

Nel suo vibrante set, in cui la celeberrima voce alterna acuti a bassi, chiaroscuri e lunghe presentazioni, brani eseguiti in solo ad altri con l’accompagnamento di una band essenziale ma efficace (Dirk Powell a chitarre, violino, contrabbasso, mandolino, banjo, pianoforte, Grace Stumberg al controcanto, il figlio Gabriel Harris alle percussioni), Baez sembra non stancarsi mai di precisare da che parte sia stata, e stia ancora, sempre e per sempre: dalla stessa parte, quella dei deboli, degli ultimi, dai Deportees agli schiavi di ieri e di oggi (“Non è il momento di costruire muri ma dar da mangiare agli affamati...”, sospira), alle donne maltrattate (A cui dedica Silverblade, una “folk songcontemporanea, scritta due anni fa", di Josh  Ritter), fino a incitare tutti a unirsi a un coro gospel con tanto di clapping in Oh Freedom, corroborante e emotivamente taumaturgico, in questi anni così fragili e malati di ignavia.

E arriviamo all`inizio, quando, prima del concerto, il direttore di Flowers festival, Fabrizio Gargarone, visibilmente emozionato, presenta l’usignolo di Woodstock con parole dense di significato, speranza e impegno, mentre la figlioletta saltella al suo fianco. Anche se Joan non avrà ascoltato o visto la scena, ci piace regalare quest`ultima immagine, a sigillo di una serata per molti aspetti irripetibile, indimenticabile e necessaria.

Arrivederci, amica Joan. Che il nostro futuro possa avere la leggerezza della tua voce e l’impegno della tua vita.

Foto di: Giovanni Daniotti 

SETLIST

There but for fortune (Phil Ochs cover)

Farewell Angelina

Don`t Think Twice, It`s All Right (Bob Dylan cover)

Whistle Down the Wind (Tom Waits cover)

Silverblade (Josh Ritter cover)

It Ain`t Me, Babe (Bob Dylan cover)

Deportee (Woody Guthrie cover)

Diamonds & Rust

Catch the Wind (Donovan cover) (con Grace Stumberg)

No More Auction Block / Oh, Freedom

Un mondo d`amore (Gianni Morandi cover)

Another World (Antony and the Johnsons cover) ( Joan e Gabriel Harris)

The President Sang Amazing Grace (Zoe Mulford cover) (Joan solo)

Suzanne (Leonard Cohen cover)

Joe Hill (Earl Robinson cover)

The House of the Rising Sun

Ain`t Gonna Let Nobody Turn Me Around

Gracias a la vida (Violeta Parra cover)

Bis:

Forever Young (Bob Dylan cover)

Imagine (John Lennon cover)

Donna Donna

C`era un ragazzo che come me…(Migliacci - Lusini cover)

Here`s to you (Baez  - Morricone)

Blowing in the Wind (Bob Dylan cover)

Dink`s Song (Fare Thee Well)

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