Treves Blues Band

Treves Blues Band

Milano / Spirit de MIlan


18/11/2018 - di Raffaella Mezzanzanica
Per gli italiani amanti del blues e, in particolare, per i milanesi la serata del 18 novembre scorso sarà difficile da dimenticare.

Ci troviamo allo Spirit de Milan, locale nato nella storica sede produttiva di vetro lavorato e soffiato a bocca delle Cristallerie Livellara.

Oggi, in via Bovisasca, sono rimaste le parti commerciali ed espositive e le aree adibite alla produzione sono diventate un grande spazio con un palco, una pista da ballo, spazi per stare insieme  sentendosi a casa.

E’ un luogo dove si respira Milano, anche nel nome scelto per il locale.

Va da sé, quindi, che un luogo di così grande valenza storica per la città, sia stato scelto da un milanese doc quale è Fabio Treves non solo per continuare a diffondere, perché questo è il suo motto, il Blues alle masse, ma anche per festeggiare il suo imminente compleanno (è nato il 27 novembre 1949) e quasi quarantacinque anni di carriera (la Treves Blues Band, infatti, è stata fondata nel 1974).

Fabio Treves, conosciuto come il Puma di Lambrate, in contrapposizione e, al tempo stesso, come omaggio ad uno dei suoi riferimenti musicali più importanti: John Mayall, soprannominato il Leone di Manchester.

Fabio Treves ha avuto tantissimi meriti, non solo nel portare alla conoscenza di molti un genere musicale che altrimenti sarebbe sempre rimasto in sordina nel nostro Paese, ma anche di averlo portato anche nei teatri, con il tour del 2011 Blues in Teatro.

E’ partito da Lambrate con la sua armonica e non si è mai fermato. La sua arte gli ha permesso di conoscere e collaborare con alcuni tra i più grandi artisti italiani e internazionali. Basti solo ricordare: Eugenio Finardi, Enzo Jannacci, Elio e le Storie Tese, Mike Bloomfield, Chuck Leavell, Warren Haynes.

C’è una cosa, però, che moltissimi invidiano a Fabio Treves ed è sicuramente quella di essere l’unico artista italiano ad aver condiviso il palco con uno degli artisti più geniali della storia della musica: Frank Zappa. Lo stesso Frank Zappa cita Fabio nella sua biografia definendolo “anarchico”.

Non bisogna dimenticare che il 7 dicembre 2014 il Comune di Milano ha conferito a Fabio Treves l’Ambrogino d’Oro con la seguente motivazione: “Musicista di fama internazionale e principale interprete di musica blues in Italia, Fabio Treves ha dato un apporto insostituibile alla diffusione e alla conoscenza di questo genere tra generazioni di milanesi. Artista rigoroso e profondo conoscitore della cultura e della tradizione musicale nordamericana ha contribuito a portare la scena di Milano ai massimi livelli internazionali grazie alla sua produzione discografica, alla collaborazione con alcuni dei più importanti musicisti italiani e stranieri e alla instancabile attività dal vivo della sua TREVES BLUES BAND… È considerato il padre del blues italiano, e le sue radici di artista affondano così profondamente nel cuore della sua Milano da meritargli il soprannome con cui è conosciuto: il PUMA di LAMBRATE”.

La serata di venerdì 18 novembre sarà qualcosa di veramente speciale.

Ad accompagnare Fabio sul palco ci sono gli altri membri della Treves Blues Band: Ale “Kid” Gariazzo, voce, chitarra e ukulele, Massimo Serra, batteria e percussioni e Gabriele Delle Piane, basso elettrico.

Dopo il secondo brano Somebody Help Me, Fabio si rivolge subito al pubblico, spiegando che siamo tutti lì per festeggiare e lo dice a modo suo: “Non pretendo certo che ci si strappi i capelli come fanno quelli dei concerti metal ma almeno muovetevi un po’!”

E’ una serata dal ritmo incalzante e crescente e rappresenta l’occasione per raccontare, anche con un po’ di humour (“Quando mi chiedono perché ho scelto di suonare il Blues e non un altro genere”, racconta Fabio, “rispondo: sì,  è vero, non ho mai lavorato nei campi di cotone, ma ho passato cinque anni della mia vita sui banchi del liceo Carducci!”), la storia del blues attraverso brani tradizionali come Minglewood Blues, Midnight Special e, ancora, rivisitando in una magistrale versione “reggae blues” un classico come Take This Hammer (per l’occasione ribattezzato semplicemente Hammer).

Sul palco si susseguono, poi, gli amici di Fabio. La prima artista è la bravissima Paola Folli, una voce che, con la sua voce riesce a passare tranquillamente dall’hip hop degli Articolo 31 al Blues senza alcun tipo di problema e che, in questa occasione, interpreta con grande passione un brano già di per sé splendido come You Do Something To Me di Paul Weller.

C’è anche il tempo per una digressione di “poesia catartica” con il simpaticissimo Flavio Oreglio e, poco dopo, per Saturnino, bassista di Jovanotti, per Mo’ Better Blues.

Il bis, con tutti sul palco, include due brani: Saturday Night’s For Fighting di Elton John ma riproposto anche dagli Who e Mojo Boogie, nel ricordo del grande Johnny Winter.

“Does Humor Belong in Music?” è il titolo di un album live di Frank Zappa ma potrebbe tranquillamente essere anche il titolo di un tour o di un album di Fabio Treves.

Frank Zappa e Fabio Treves lo hanno capito entrambi: senza humor non ci può essere musica. La musica deve in qualche modo anche essere sdrammatizzata e, quando lo si fa nel modo giusto e con rispetto, non perde assolutamente di significato.

Grazie Fabio. Auguri e…come dici sempre tu: “Keep the Blues Alive!”.

GREENY

SOMEBODY HELP ME

MINGLEWOOD BLUES

LODI

HAMMER

BIG SLOW

WALKIN’ BLUES

MARBLE TOWN (solo Ale “Kid” Gariazzo)

YOU DO SOMETHING TO ME (con Paola Folli)

STONE FOX CHASE

MIDNIGHT SPECIAL

BLUES DEI DELIRI QUOTIDIANI (con Flavio Oreglio)

BLUES ATTACK

MO’ BETTER BLUES (con Saturnino)

I DON’T WANT YOU TO BE MY GIRL

WRECKIN’ BALL

TBB JUMP

 

BIS

SATURDAY NIGHT’S FOR FIGHTING (tutti)

MOJO BOOGIE (tutti)