Dente E Guido Catalano

Dente E Guido Catalano

Desio / Parco Tittoni


18/07/2018 - di Laura Bianchi
La prima piacevole sorpresa si ha entrando nello splendido parco di Villa Tittoni a Desio, per la settima edizione del Festival estivo, che ha richiamato negli anni un numero sempre maggiore di spettatori, grazie a un`offerta artistica, ricreativa e culturale di grande spessore. Infatti, di fronte al palco, vicino alla superba villa sono sistemate centinaia di sedie, per un clima rilassato e concentrato, tipico dell`open air theatre, più che del concerto estivo; e ciò favorisce l`attenzione e il relativo godimento.

Questa sera, Villa Tittoni ospita CONTEMPORANEAMENTE INSIEME ANCHE D’ESTATE, uno spettacolo - concerto - reading - teatro canzone, anzi, rime semiacustiche, come lo definiscono Dente e Guido Catalano, con la regia di Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale; il progetto ha riscosso un tale successo, nella sua versione invernale, da spingere gli autori a replicarlo anche d`estate, con tanto di palme e cactus gonfiabili e sedie a sdraio sul palco, mescolati a leggio, libri, chitarra e pianoforte, gli attrezzi da lavoro del duo di artisti - amici.

Seconda sorpresa: come tradizione teatrale, e come dovrebbe essere buona abitudine per qualsiasi evento, lo spettacolo ha inizio puntualmente alle 21.30, con una voce che invita a abbattere il volume dei cellulari e ci dice Complimenti per il buon gusto dimostrato con questa scelta. Con queste premesse assolutamente controcorrente, anticonformiste e quasi rivoluzionarie, la serata non potrebbe che essere promettente.

E molte promesse sono mantenute: le metafore in quattro quarti si alternano alle rime declamate con ironia e straniamento, oppure spesso si mescolano, in una contaminazione fra la leggerezza disincantata del cantautore emiliano e la seria comicità del sedicente poeta torinese (che però affila le armi proprio contro i sedicenti poeti e smaschera la retorica dei cantautori, sottolineando lo iato fra testi e realtà).

Sono quasi due ore di divertimento e riflessione insieme, in cui la voce fuori campo di Lodo Guenzi fa capire a tutti che si tratta di uno spettacolo solo apparentemente improvvisato, ma in realtà pensato, orchestrato con ritmi teatrali, in cui i testi, pur lasciando spazio all`ispirazione e al gioco del momento, contengono il filo rosso della riflessione sulla vita e sui rapporti interpersonali, sui costumi dell`Italia contemporanea e sull`arte.

Ad esempio, magistrale è l`invettiva di Catalano contro gli stereotipi dell`estate, preceduta da una versione essenziale e intensa di Estate di Bruno Martino, da parte di Dente, pianoforte e voce; oppure, da incorniciare è il saluto dei due al pubblico, con alcune raccomandazioni, che loro chiamano azioni psicomagiche,  fra cui "non fate tutto quello che vi dicono di fare; abbiate fiducia in voi stessi, superate le avversità della vita, raggiungete i vostri obiettivi, e poi diteci com`è". A sottolineare l`impostazione della serata, l`inserimento di alcune fra le canzoni più significative di Dente, come Vieni a vivere, Saldati, A me piace lei, la cui freschezza sfida i dieci anni di vita.

Una poesia, o comunque la si voglia chiamare, senza data di scadenza, che è sostenuta da un rapporto stretto col pubblico; gli spettatori sono invitati a scrivere su un`apposita cartolina una propria “dichiarazione d’amore”, e a lanciarla a caso in platea, con Dente in mezzo al pubblico, pronto a leggere alcune delle cartoline più significative. Così, un`azione poetica diventa un modo per ricevere amore, liberamente espresso da un anonimo spettatore, e portarselo a casa, come talismano (o karma, come dicono loro) per tempi più freddi. A concludere la serata, l`incontro, assolutamente non scontato, dopo il concerto, coi due artisti, per firme, foto e chiacchiere, testimonianza della coerenza fra palco e vita.