Jesse Dayton

Jesse Dayton

Cantù / 1e35


18/02/2019 - di Giovanni Sottosanti
Basta scendere pochi gradini e la porticina è lì. Lo sai bene che se la apri poi non potrai più tornare indietro e ogni volta è come una scatola magica che si scoperchia e ti catapulta in mondi meravigliosi, tu sei lì e puoi solo ringraziare di esserci. E allora aprila quella porticina e vai dentro, perché stasera il tuo angolo di Texas è qui e l`Una e Trentacinque Circa è una perfetta dancehall collocata in qualche angolo sperduto di Austin.

Jesse Dayton ha l`andatura dinoccolata e lo sguardo fiero di chi porta sulle spalle un bagaglio di albe e tramonti lungo il border tra Texas, Messico e Louisiana, strade polverose, sentieri tortuosi e fiumi melmosi da guadare. Si è abbeverato alla stessa fonte di Hank Williams, Waylon Jennings, Willie Nelson e Johnny Cash, ha diviso il fumo con Doug Sahm e Flaco Jimenez, seguito lo spirito guida di Townes e diviso i palchi con Social Distortion, X e Supersuckers.

Stasera si presenta in trio, chitarra elettrica, contrabbasso e batteria, pronti...via...ed è subito una partenza col botto, da The Revealer del 2016 arrivano in sequenza Daddy Was A Badass e Holy Ghost Rock`n`Roller, rockabilly, boogie, blues e rock`n`roll fulminanti e adrenalinici. The Way We Are cavalca lungo le praterie a fianco degli outlaws, May Have To Do It riprende la corsa dai solchi di The Outsider, mentre Mrs. Victoria (Beautiful Thing) rallenta a ritmo di blues e aromi speziati della Louisiana.

Jailhouse Religion incontra George Thorogood e un boogie trascinante, Killer On The Lamb sfreccia a cavallo di una Harley e Like A Possum Ran Over My Grave va a pesca lungo le rive del Mississippi. Torna a scalpitare e mordere il freno con la scoppiettante Hurtin` The Pine Curtain, per poi sedersi al bancone del saloon, sorseggiare una tequila e cullarci al classico ritmo honky tonk di Lately I`ve Let Things Slide. La band gira alla perfezione, precisi e diretti, senza fronzoli e smancerie, Jesse giganteggia da par suo, frontman sornione, scaltro e consumato, strizza l`occhio al pubblico, gioca, scherza, trascina. Inevitabile arriva l`omaggio al grande Waylon con una robusta Lonesome, On`ry And Mean, la successiva Charlottesville macina chilometri e ha il passo sferragliante di Mystery Train. Non concede tregua Tall Walkin` Texas Trash e sfreccia a bordo di una fiammante Cadillac. Anche Slim Harpo trova rifugio a bordo della nave pirata e la sua Shake Your Hips risuona vibrante, tirata e tagliente come una sciabola. Non è da meno 3 Pecker Goat, atmosfera bollente, si scende a sud in territori vicini a Jason & The Scorchers, torna poi a pulsare il rockabilly boogie in I`m At Home Gettin` Hammered (While She`s Out Gettin` Nailed).

Nel finale trova posto una Pancho And Lefty elettrica, tesa e drammatica, la chiusura è affidata alla canzone manifesto Luckenbach, Texas, in passato fatta propria da Waylon Jennings e Jerry Jeff Walker. "Let`s go To Luckenbach, Texas with Waylon and Willie and the boys", stasera il nostro giro in Texas lo hanno pagato Jesse e i suoi ragazzi e va di lusso così, perché "Out in Luckenbach, Texas, ain`t nobody feelin` no pain".