Brian Fallon

Brian Fallon

Milano / Santeria Social Club


17/02/2019 - di Giovanni Sottosanti
In fondo ad una giornata di ritardi e contrattempi, stasera lo stupore e la meraviglia hanno il volto sereno e sorridente di un ragazzo di Red Bank, New Jersey. Brian Fallon, 39 anni da poco compiuti, sin da bambino deve aver respirato l`aria buona dell`oceano e calpestato le assi del boardwalk, quelle intrise delle giuste vibrazioni che tanto bene conosciamo. Dopo sei album, una raccolta di B- sides, svariari singoli e la consacrazione a nome Gaslight Anthem e due a nome Horrible Crowes, da tre anni Brian ha staccato la spina del punk rock e puntato su una carriera solista contraddistinta da toni più intimisti e cantautorali, pur mantenendo inalterata la vena pop rock e quell`immediatezza di scrittura che aveva contraddistinto i lavori con la band. Ne sono usciti fuori Painkillers e Sleepwalkers, targati rispettivamente 2016 e 2018.

Il tour Songs For The Hymnal, partito a inizio mese da Newcastle, ce lo presenta sul palco solo voce, chitarra e piano e rappresenta la giusta prosecuzione di un percorso artistico in cui Brian cerca di definire al meglio i contorni della propria evoluzione come artista e come uomo. Anche per chi ha alle spalle anni e anni di attività live, non è comunque mai facile né scontato salire da solo on stage, girarsi e non trovare il paracadute della band, non tutti i front man hanno la stoffa per affrontare un tour one man solo. Ebbene, il concerto di questa sera alla Santeria Social Club di Milano ha fugato qualsiasi dubbio e ci ha detto che Brian Fallon c`è!

Apre con National Anthem da Handwritten dei Gaslight, chitarra e voce, versione non distante da quella originale. Sleepwalkers si spoglia del sax e della sezione ritmica e assume contorni intimi e sofferti, così come Wherefore Art Thou, Elvis?, in origine tirata e vibrante rock song contenuta nel 10" Senor And The Queen del 2008. Red lights è il primo estratto da Painkillers e anche in versione acustica mantiene un tiro vivace e un taglio sbarazzino. A questo punto Brian decide che è arrivato il momento opportuno per sferrare il primo attacco alle coronarie dei presenti, perché Yer So Bad da Fool Moon Fever di Tom Petty è un bel diretto al cuore e uno scossone alle nostre emozioni. Voce roca e brividi sottopelle per un pezzo ! She Loves You era contenuta nel disco B-Sides dei Gaslight Anthem, ma possiede tutti i requisiti per girare come side A, mentre Painkillers si conferma degna title track per il suo primo lavoro solista.

Il ragazzo del New Jersey è contento e rilassato, in mano una bottiglia contenente sicuramente qualcosa di alcolico, scherza, ride, tra un brano e l`altro parla molto, forse troppo. Quando però si siede al piano e attacca una The `59 Sound lenta, rarefatta e notturna, allora va tutto bene, ha vinto lui! Forget Me Not è il secondo estratto da Sleepwalkers e convince pienamente in questa succinta veste acustica, come del resto la successiva Among Other Foolish Things. Il tasso emozionale si impenna e vola alto quando parte la meravigliosa If A Had A Boat di Lyle Lovett, interpretazione intensa e toccante, altra conferma delle grandi capacità di Brian anche come interprete di brani altrui. A Wonderful Life e American Slang strappano via le corde dell`acustica e ridisegnano la carta geografica delle emozioni, anche perché le cantano davvero tutti. Nei bis c`è tempo per Smoke e per la conclusiva Blue Jeans & White T- Shirts, ballad dolce, vera e sognante. Come i ragazzi di Little Eden. Still we sing our heroes, 33 rounds per minute/We`re never going home until the sun says we`re finished.