Ian Siegal & The Backdoor Band

Ian Siegal & The Backdoor Band

Nidaba - Milano


16/11/2004 - di Antonio Avalle
Ian Siegal & The Backdoor Band

16 novembre 2004 - NIBADA (MILANO) In una fredda serata autunnale ho raggiunto il Nidaba, accogliente juke joint di Milano nelle prossimità dei Navigli, dove le serate iniziano tardi per vivere intensamente la lunga notte. Ad aspettarmi la Backdoor Band in compagnia di un ospite d'eccezione, Ian Siegal.
Ian Siegal è considerato dalla stampa specializzata inglese tra i migliori esecutori di blues presenti attualmente sulla piazza di Londra. Premiato nel 2002 con il Dogs Bollocks Award, come migliore voce maschile e chitarrista inglese, ha all'attivo quattro album e numerose collaborazioni tra cui Jimmie Vaughan, Bill Wyman, Larry Garner, Big Jay Mc Nealy e in ultimo in veste di cantante nel Lee Sankey Group (da ascoltare l'album "Tell Me There's A Sun").
Mentre la Backdoor Band è una trio blues italiano al 100%, nata a Como nel 1997 da un progetto di Paolo Fabris, voce e chitarra, in compagnia di Marco Coppola e Roberto Panzeri rispettivamente basso e batteria. Socievole e affabile Paolo Fabris mi aveva già raccontato lo scorso anno dell'incontro con Ian a Dublino, un'amicizia che si è poi trasformata in piccoli tour italiani e trascinanti jam. Ricchi di entusiasmo Fabris e co. non hanno neanche provato il repertorio da proporre durante il tour, solo tanta improvvisazione tra lunghe blues jam e sano divertimento.
Così è stato anche a Milano (un secondo appuntamento per me, la prima apparizione insieme a Ian Siegal si era presentata l'11 ottobre del 2003). Ammucchiati sul piccolo palco di uno stracolmo Nidaba e ad dir il vero in una situazione audio quasi unplugged, Ian e la Backdoor Band hanno riscaldato la serata su trame tipicamente blues, decorate da corposi groove. La presenza scenica di Ian è forte, inquieta, apparentemente egocentrica, esprime attraverso numerose smorfie e simpatiche leziosaggini tutto il blues che ha in corpo.
In un solitario set Ian Siegal, accompagnato dalla sua chitarra acustica, apre la serata, calandosi perfettamente nella tradizione blues, con tre colpi secchi: "Rollin'And Tumblin"(Muddy Waters), "The Little Red Rooster" (Willie Dixon) e "John The Revelator" (Son House). Si riparte in compagnia della Backdoorband con "Who Do You Love"di Dixon, il brano di Bo Diddley che apriva anche i concerti dei Doors negli anni '60, per continuare a spaziare nel classico repertorio della Chess Records. La furia vocale di Ian esplode con l'indemoniata versione di "Backdoor Man" scritta da Willie Dixon per il vocione di Howlin'Wolf: il brano è suonato più lento, con un'accativante sensualità. Calda e alcoolica invece l'interpretazione di "I Feel So Good" di Big Bill Broonzy. L'apice della serata si raggiunge con la versione ricca di pathos di "Shore Leave" tratta dal capolavoro di Tom Waits "Swordfishtrombones", una personalissima e sentita interpretazione, carica di blues.
Nella seconda parte della serata la voce di Ian diventa più nera, il whiskey inizia a lubrificare a dovere l'ugola di Ian, che sembra quella di un bonario orco, per intenderci tra Wolf e Waits. In grande festa si uniscono alla jam i fratelli Limido (The Family Style), Marco alla chitarra e Franco all'armonica per celebrare al meglio la presenza di Ian Siegal al Nidaba. Si sfiorano le due ore e mezza di ricca musica e genuino blues ... se vi trovate a passare per Soho a Londra lasciatevi tentare da una sua esibizione al blues bar "Ain't Nothin' But?" (http://www.aintnothinbut.co.uk/), non ve ne pentirete.