Elliott Murphy  Feat Olivier Durand

Elliott Murphy Feat Olivier Durand

Ranica (BG) / Druso


16/04/2019 - di Giovanni Sottosanti
Lontano dal traffico della città, via da code e clacson che urlano lo stress quotidiano. Ranica è una piccola oasi di pace nel cuore delle colline bergamasche, circa seimila anime immerse nel verde e contornate dal silenzio. Il Druso si nasconde tra i capannoni della zona industriale e ti accoglie all`interno di un`ampia e bella sala, sulla sinistra il bancone del bar, sul fondo un palco largo e alto, nel mezzo tavolini e sedie. Aprono i Surf, gruppo locale fautore di un pop rock onesto, segue Emanuele J Sintoni, dalle colline romagnole con una manciata di storie tra blues e southern soul che profumano di Louisiana, New Orleans e Mississippi. Racconti in cui risuonano vissuti personali, esperienze di vita e tour, il tutto proposto con passione e sincerità.

Quando Elliott Murphy sale sul palco riavvolgi il nastro e passi in rassegna tutte le volte in cui lo hai visto e dove, sono davvero tante e in mezzo scorre la vita. Conosci quasi ogni ruga del suo volto, le smorfie, quel sorriso aristocratico, lo sguardo fiero, il piglio da rocker e le pose nel suonare la chitarra. E la voce, quella voce, che da oltre quarantacinque anni racconta tra rock`n`roll e poesia storie, sogni, personaggi e ambientazioni da b-movies, in una lunga linea che unisce New York con Parigi, passando per l`Italia. Il legame con il nostro paese è da sempre molto forte, in particolare con Roma, in cui arrivò da giovanissimo agli inizi degli anni settanta, trovando anche una piccola parte nel film Roma di Fellini. Per non parlare poi delle innumerevoli volte in cui ha suonato al Big Mama e in altre città d`Italia.

Insieme a Elliott c`è sempre il fido Olivier Durand, compagno di palco e di studio di registrazione da circa quindici anni, una sorta di braccio armato del rocker newyorkese. I due si conoscono ormai in ogni minimo dettaglio e si integrano alla perfezione, il suono ne esce fuori pulito e vibrante. Lo show inizia con una versione rallentata e sospesa di Drive All Night, cui segue la splendida ballad Something Like Steve McQueen dall`album 12 del 1990. Change ?Will Come non ha bisogno di presentazione alcuna, accelerano invece I Want To Talk To You e Take Your Love Away, rock songs dal tiro stradaiolo che chiamano l`applauso convinto del pubblico.

"Esattamente un mese fa ho compiuto settant`anni" dice Elliott, tra compiacimento e un pizzico di civetteria. In effetti gli anni fanno capolino, lasciando tracce indelebili sul volto e accentuando leggermente la curvatura della schiena. L`energia e il carisma sul palco restano invece immutati e il buon Elliott tiene la scena da par suo, alla fine saranno quasi due ore di concerto senza pause e cali di tensione. Chelsea Boots e Ophelia illustrano la produzione più recente con i dischi Prodigal Son e Notes From The Underground, mentre You`re Never Know What You`re In For torna dalle parti di Night Lights, terzo disco, anno 1976.

On Elvis Presley`s Birthday meriterebbe un capitolo a parte, ma forse neanche quello sarebbe sufficiente per spiegare un pezzo che mantiene inalterata negli anni la sua carica di struggente intensità, sfolgorante bellezza e malinconica nostalgia. La canzone parte lenta, accelera seguendo l`andatura della macchina con cui il padre conduceva in giro Elliott da bambino, per poi rallentare e quel "drivin`, drivin`, drivin`..." ripetuto all`infinito, quasi sussurrato e riaccelerare definitivamente nello splendido finale strumentale, un crescendo in cui le due chitarre pulsano come un cuore solo. Meraviglia! Dopo Touch Of Kindness, arriva un altro momento epico quando Elliott soffia nell`armonica Last Of The Rock Stars e Aquashow torna a girare nel piatto come in quel lontano 1973. All`interno della canzone trova posto un inserto con Shout! degli Isley Brothers, ritornello collettivo e tutti sotto al palco.

C`è ancora tempo per la meraviglia, perché Rock Ballad trattiene il fiato e con una ballata epocale disegna un altro spicchio di storia, quella che non si cancella e si deposita nel cuore. Just A Story From America. Sceglie Come On Louann, da Soul Surfing del 2001, per mandarci tutti a casa. Due chitarre, una voce, un sogno e una storia che continuano.