Graziano Romani And Band

Graziano Romani And Band

Roma / Lov Music Club


16/03/2019 - di Giovanni Sottosanti
Un groppo in gola e la voglia di urlare che ancora oggi non ci credi, non è possibile, non è giusto. Serata quasi surreale, al tempo stesso triste e gioiosa, dolorosa e rigenerante. Ci siamo, Antonio, siamo tutti qui per dirti addio come si fa tra Amici, al di fuori di convenzioni e copioni già scritti. E non poteva esserci modo migliore di un concerto per dire addio ad un Amico che amava la musica, ascoltata e vissuta soprattutto nella dimensione live.

Dopo tanti anni Graziano Romani torna finalmente a calcare un palco romano full band, con lui stasera al Lov Music Club quella che è ormai la sua formazione titolare, Max Marmiroli al sax, Lele Cavalli al basso, Follon Brown alla chitarra e Nick Bertolani al basso. Ermanno Labianca precede il concerto con un ricordo di Antonio intenso, sincero e commovente, le sue parole toccano corde scoperte delle emozioni, per lasciare poi il palco ad una Wildflowers di Tom Petty che Graziano e band fanno volare in alto, spingendola fino in cielo, "You belong somewhere you feel free". Brividi e occhi lucidi.

Seguono Quasi Libero, brano inciso da Graziano nel 2017 per un Benefit e Da Che Parte Stai, sempre emozionante. A fine anno è uscito un nuovo disco da portare in tour, A ruota libera- Freewheeling, prodotto dall`etichetta romana Route 61. È un album interamente di duetti, dieci brani, cinque in italiano e cinque in inglese divisi tra side A e side B e con ospiti come Gang, Cisco, Ritmo Tribale, Andy White, Carolyn Mas, Edward Abbiati e Cheap Wine. A mio avviso il punto più alto del disco è rappresentato da Paz, brano dei Gang dedicato ad Andrea Pazienza. Graziano ha aggiunto al testo una strofa scritta di suo pugno e la versione live di questa sera è clamorosamente struggente "Da quando non ci sei il cielo è un po` più vuoto/La strada si è interrotta con un brusco addio".

Alla Guerra rispolvera il dialetto emiliano per raccontare la storia di chi vorrebbe scappare dalla chiamata alle armi, mentre Via Emilia è un atto d`amore verso una strada, che come la Route 66, simboleggia appartenenza, voglia di evasione, filosofia di vita e libertà. Il mondo circense rivive con Moira Del Circo, con Preghiera invece si celebrano Stefano Rosso e la piccolezza del genere umano "Ma l`uomo non capisce e cosa fa? Ha il mare in tasca e l`acqua va a cercar". Con Last Moonshine e The Most Crucial Enemy si torna dalle parti di Confessions Boulevard, il disco del 2006. Versioni intense e vibranti, Graziano è in gran forma, anche lui emozionato, percepisce l`atmosfera della serata e la fa sua, cercando di restituire emozioni positive. La band lo supporta alla grande, con precisione e puntualità, senza eccessi e sbavature.

E allora, esiste forse al mondo qualcosa che sia meglio di una travolgente, corroborante, adrenalinica e rivitalizzante scarica di rock`n`roll? La risposta è ovvia, Graziano e i ragazzi lo sanno perfettamente, per cui tolgono la polvere dai dischi dei Rocking Chairs e spiattellano una sequenza micidiale con Wounds And Scars, No Sad Goodbyes, Freedom Rain e Making A Change. Non si fanno prigionieri, pubblico e band a mezzo metro, cuore, sudore e mani al cielo. Quando si tira il fiato è già la fine, C`è Bisogno Di Un Sogno chiude la serata con parole mai così vere come stasera "Ognuno ha bisogno di un sogno/Che un sogno ti fa crescere/Che un sogno aiuta a crescere/Ce n`è bisogno per vivere". Bella, Antonio. Lo so che ti è piaciuta.

Fotografie di: Maurizio Bisozzi