Filippo Andreani

Filippo Andreani

Como / Arci Xanadu


15/04/2018 - di Laura Bianchi
Cuore, amicizia, sincerità, musica, calcio. Ingredienti tanto semplici quanto rari da trovare in una sola persona. Per questo Filippo Andreani è un soggetto particolare, nel mondo sempre più finto e superficiale della musica, in cui spesso vale di più l`immagine sorridente o stereotipata rispetto ai sentimenti reali e veri.

Per la presentazione del suo Il Secondo tempoil suo nuovo e intenso disco, il cantautore di Valmorea, paese fra Como, Varese e la Svizzera, ha schierato in campo la sua formazione vincente, composta proprio da tutti gli elementi sopra citati, e aggiungendo il valore speciale di una sorpresa dal significato profondo.

Accompagnato da Gianmarco Gimmy Pirro e Federico Bratovich alle chitarre, Ronny Munaretto al pianoforte e all’organo, Silvio Calesini al basso e dal fratello, Fabio Andreani, alla batteria, Andreani ha proposto per intero il nuovo lavoro, per la distribuzione del quale ha firmato con la Sony, in un Circolo Arci Gloria Xanadu di Como strapieno (e l`intero incasso viene devoluto al Circolo, benemerita realtà della cultura comasca), anche di bambini, due dei quali figlie dell`artista, e dedicatarie di due splendide canzoni.

Non sono mancati nemmeno sei brani tratti da La prima volta, a suggellare l`intima connessione con il precedente lavoro; entrambi paiono infatti imperniati sulle tematiche degli affetti, tanto quelli intimi e familiari quanto quelli condivisi da molte altre persone, soprattutto nel campo del calcio, di cui Andreani è appassionato e che per lui costituisce una grande metafora della ricerca del senso della vita: scegliendo eroi minori, anomali, sembra suggerire che l`esistenza vada giocata non all`attacco, surclassando i compagni, bensì intessendo con loro un progetto di squadra, di comunità.

In questo sta infatti la sorpresa promessa dall`artista nel corso del concerto; nei giorni precedenti, in molti si erano sbizzarriti nell`indovinare chi fosse quell`ospite speciale, che Andreani aveva annunciato, ma nessuno aveva immaginato che sarebbe stato il più importante di tutti, quel Luca Ciccioni, morto nel 2011 a soli dieci anni per una leucemia mieloide acuta, ma mai scomparso davvero, poiché è l`anima di un`associazione ONLUS, Quelli che con Luca, che si prefigge di aiutare la ricerca medica.

Andreani decide di devolvere all`Associazione tutti i proventi della vendita di dischi e magliette in occasione del concerto, e sul palco sale il padre di Luca, Andrea, accolto da un applauso caldissimo, a testimoniare la piena adesione del pubblico a tutto il progetto.

Il concerto scorre segnato proprio da un`atmosfera di calore e energia, nel ricordo di chi è passato su questa terra lasciando un segno, e nell`impegno di chi raccoglie quel segno e lo porta avanti; la band risponde con altrettanto slancio al progetto proposto da Andreani, e i brani si susseguono compatti, efficaci, senza molti preamboli, quasi a sottolineare che l`importante, oggi, è la musica che si fa gioia di vivere.

Del resto, la formazione schierata da Capitan Andreani punta proprio sulla concretezza delle parole, sulla sostanza dei suoni, sulla forza dei gesti. E il motto di questa squadra può essere lo stesso dell`Associazione: “Un amico è come il sole: che tu lo veda o no, lui c’è sempre.”
 

Foto di: Giuseppe Verrini

SETLIST

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