Levi Parham & Them Tulsa Boys

Levi Parham & Them Tulsa Boys

Castelvetro di Modena / Lambruscheria di Ca` Berti


14/03/2019 - di Giovanni Sottosanti
Riavvii il motore e torni on the road, perché è giusto che sia così. Non lasci a casa il dolore, lo porti con te lungo il cammino, provi a dargli un senso e un briciolo di ragione, ammesso che ne abbia. E forse la risposta migliore è sempre la musica. Stasera trovi una traccia di speranza nel cuore delle dolci colline emiliane, la Lambruscheria Ca` Berti anche questa volta non delude affatto le attese e offre il meglio di sé in quanto ad accoglienza, compagnia, cibo e musica.

Levi Parham non ha più bisogno di presentazioni, dalla natia Oklahoma al circuito di Austin con la benedizione e la produzione del grande Jimmy LaFave, fino all`Alabama, il passo è stato breve e proficuo. Tre dischi adulti dopo le produzioni indipendenti e un nome ormai entrato nei favori dei critici musicali e degli appassionati. Per registrare l`ultimo si è fatto un giro in Alabama insieme con i suoi Tulsa Boys e il risultato ha rispecchiato fedelmente il titolo: It`s All Good!

Un tuffo nelle acque limacciose del Mississippi e una passeggiata ai Muscle Shoals, con annessa scorpacciata di Southern Rock, Blues, Gospel & Soul, hanno indirizzato umori, sapori e colori delle nuove composizioni. Sul palco con Levi stasera ci sono Dustin Pittsley e Jesse Aycock alle chitarre, Dylan Aycock alla batteria e Aaron Beohler al basso. Capelli lunghi, barbe, jeans e stivali, attaccano i jack agli amplificatori e senza alcuna incertezza partono per un viaggio lungo, intenso e appassionato, che dagli Allman del Fillmore East passa attraverso i Rolling Stones di Exile e Beggar`s Banquet, i Black Crowes di Southern Harmony, i Little Feat e il Neil Young di Live Rust, per proseguire con The Band, Derek And The Dominos, Delaney And Bonnie, fino a Jason Isbell e i Drive By Truckers.

Si parte con Steel Me e da lì in avanti è un fluire continuo e incessante di note, emozioni, assoli torrenziali, fermate e ripartenze, sogni a occhi aperti, voci nere e abrasive, il tutto nel nome di un suono che negli anni `70 avrebbe fatto felice Rick Hall e i suoi Swampers. Badass Bob ha il passo di J. J. Cale, Borderline e Turn Your Love Around sono più nere e bluesate, My Finest Hour cavalca spazi aperti e orizzonti allmaniani, prima che Shade Me suggelli un patto con il diavolo e mandi in orbita la Lambruscheria, tra chitarre roventi e interminabili assoli. Gregg, Duane, Chris e Rich sono sul palco adesso, ora e non li schiodi da lì! Non sono da meno Boxmeer Blues, che torna a banchettare con le Pietre Rotolanti e Heavyweight, che invece strizza l`occhio a Lowell George. Con Kiss Me In The Morning e Gonna Be A Long Day arrivano fresche e rigeneranti ventate di country rock soul, prima dell`oasi solo acoustic che vede Levi scendere a riva e raccontarci All The Ways I Feel For You, ballad lenta e toccante.

Emozioni a fior di pelle! C`è ancora tempo per un bis, perché, nonostante tutto, It`s All Good! Levi Parham & Them Tulsa Boys, quasi due ore di cuore, passione, sudore, generosità, emozioni, simpatia e giuste vibrazioni. La risposta è nella musica!