Pinguini Tattici Nucleari

Pinguini Tattici Nucleari

Milano/Magazzini Generali


11/10/2018 - di Laura Bianchi
Che la data di fine tour del gruppo bergamasco Pinguini Tattici Nucleari sarebbe stata un successo si aveva sentore da mesi, da quando cioè, sulla pagina Facebook dell`evento, si moltiplicavano le richieste COMPRO BIGLIETTO A QUALSIASI PREZZO! CERCO BIGLIETTO DISPERATAMENTE!, mentre nessuno ne vendeva.

Se ne ha la conferma la sera stessa, quando, fin dal primo pomeriggio, un centinaio di indomiti fans aspetta sotto la pioggia l`apertura dei cancelli. E lo si sperimenta all`entrata: i Magazzini Generali sono, come si suole dire, imballati, al punto che la nostra pur ardimentosa fotografa non riesce a raggiungere il photo pit, guadagnandosi però un`onorevole terza fila e rimanendo inesorabilmente e felicemente coinvolta in un pogo continuo, energico, ancorché innocuo.

Il popolo dei Pinguini è fortemente connotato: giovani e giovanissimi, coetanei dei componenti del gruppo, o anche minori; infatti, quando Riccardo Zanotti, prima dell`inno antivendittiano Settantanove,chiede quanti non abbiano ancora "fatto la maturità", sono decine le mani che si alzano, insieme a un boato di fortissima empatia.

Perché è questo che contraddistingue un live dei PTN: l`empatia, oltre che la simpatia, che trasmettono i sei componenti il gruppo. Non c`è brano che il pubblico non sappia a memoria, suscitando l`emozione dei musicisti (e che musicisti: spaziano in pochi secondi dal prog al reggae, dal power folk al punk rock; non a caso amano tutti Frank Zappa), ma, anche, non c`è brano che, sottotraccia, riveli quanto nasca da vissuti reali e non da birignao pseudoesistenzialistici.

Lo dice, fulminante, Zanotti introducendo Tetris: "se ci pensate bene, Tetris  è l’anagramma di triste, il senso di questa canzone”. In questo, i Pinguini sono maestri nel ribaltare le regole del gioco di certo indie, autoreferenziale e minimalista, tendente all`emo e all`autocommiserazione distruttiva, per impostare una corrente di rispecchiamento col proprio pubblico, incitandolo non solo a cantare, ad applaudire le performances dei singoli componenti (Nicola Buttafuoco, Lorenzo Pasini, Simone Pagani, Matteo Locati, soprattutto l`ironico e talentuoso Elio Biffi, alla voce in un brano, mentre Zanotti suona il basso e il bassista le tastiere, ulteriore prova della versatilità dei musicisti), ma anche a riconoscersi nei testi.

Il punto qualitativo più alto del concerto, infatti, non è tanto la già menzionata Tetris, o l`invocata Irene, presente nei bis, quanto Le Gentil, un brano profondo e dal testo quasi perfetto, che racconta le disavventure di un astronomo francese del 1700, Guillame Le Gentil, che intraprese un lungo viaggio in India per osservare il transito di Venere intorno al Sole e che, tornato in patria undici anni dopo, scoprì che era stato dichiarato morto, aveva perso la cattedra di astronomia all’Accademia Reale, sua moglie si era risposata e i suoi beni erano stati divisi tra gli eredi; eppure praticò la tanto citata resilienza, e tornò a vivere e a innamorarsi.

Il fallimento come progetto su cui ricostruire un`esistenza, per giovani di soli venticinque anni, è talmente rivoluzionario, in un`epoca di falsi vincenti, che basterebbe solo questo per farci amare i Pinguini. Se non fosse che anche la tenuta musicale supera la prova, restituendoci, alla fine del live, una bella sensazione di leggerezza e profondità insieme. Mica poco, in questi tempi.
 

SETLIST

Intro: Montanelli
Sciare
79
In vento
Tetris
Cancelleria
Me want Marò back
La strategia della tenzone
Le gentil
Gioventù brucata
Senti che cantare questi!
Pula

BIS:

Bagatelle
Irene