David Crosby & Friends

David Crosby & Friends

Milano / Teatro Dal Verme


11/09/2018 - di Gianni Zuretti
Quasi quotidianamente leggiamo sui social  resoconti del “concerto della vita” a cui il recensore o un semplice spettatore ha assistito la sera prima, la cosa risulta poco credibile nella quasi totalità delle segnalazioni a meno che, per convenzione,  non stabiliamo che l’asticella della qualità e delle emozioni individuali sia stata posta, ad andar bene,  ad un livello non più alto delle ginocchia.

Magari il concerto milanese al Dal Verme di David Crosby & Friends non potrà essere annoverato tra i live che hanno scavalcato l’asticella posizionata sopra la testa ma certamente si è trattato di un concerto praticamente perfetto, comprese un paio di incertezze che hanno reso umano un signore di 77 anni che è capace ancora di dare altissime vibrazioni alle platee, in primis grazie ad una voce spaventosa (per età e bellezza) che è diventata, se possibile, ancora più bella in questa sua  seconda vita artistica, si seconda perché  questo rassicurante, canuto  “scarecrow” che si esibisca  in solitudine (2014 teatro Sociale Como) che, come in questo caso,  con la band, trasmette emozioni ancestrali a chi è cresciuto con le canzoni di CSN&Y ma anche CS&N, e pure C&N ma anche CPR, insomma sono 50 anni che l’asticella è da primato olimpico.

Croz si presenta al Dal Verme (location forse al top in città per acustica e visibilità) con una band duttilissima che si basa  sull’impianto dei CPR (Jeff Pevar e James Raymond)  integrati  sapientemente con tre eccellenti musicisti, il superlativo batterista Steven DiStanislao (per Crosby il miglior batterista al mondo!), la tastierista e vocalist canadese Michelle Willis (cantautrice dotata di una gran voce) e la “lirica” bassista estone Mai (Agan) Leisz. C’è stato spazio anche per Marcus Eaton, notevole chitarrista acustico presente nel primo album di David che ha suonato in DejA Vu e Lee Shore. La scaletta è stata di  18 canzoni ed ha visto la presenza solamente di una proveniente dal recente trittico solista “Sky Trails”.

Sicuramente un programma che recupera la maggior parte delle canzoni scritte in una vita da solo e con i suoi pards, tra le più amate dal suo pubblico e arrangiate ex novo con grande gusto e attenzione sotto la guida del capo banda, il figlio Raymond, con un contributo notevole degli altri strumentisti a cominciare dagli assi  pigliatutto che rispondono ai nomi di Pevar e DiStanislao che hanno dato prova di una bravura assoluta. Pevar, molto west coast nel tocco, ha inserito diversi solo di vaglia mentre Steven ha spadroneggiato con una ritmica fantasiosa, rutilante ma discreta nel contempo, il tutto molto funzionale alle gigantesche canzoni che è più facile rovinare che rendere accostabili agli originali, vocalizzi compresi,  quelli di CSN&Y forse sono stati tra i più strepitosi della storia del rock.

Inutile dire che in alcuni passaggi la perfezione del suono, ottimamente mixato, e il lavoro dei musicisti hanno creato tifo da stadio ma anche profonde emozioni a non finire. Le canzoni sarebbero tutte da citare ma volendo declinare una difficile preferenza si può dire che abbiamo ascoltato una straordinaria Delta in cui alle spalle di Crosby si è palesata l’ombra di Jackson Browne, quasi ancora oggi fosse lì a incitare lui, sottomesso ai suoi demoni, a finire la canzone, come pure da sottolineare  che per Long Time Gone, la Byrdsiana 8 Miles High e Wooden Ships i peli delle braccia hanno fatto la ola per i brividi, mentre per i bis David & Friends hanno strappato cori di tutto  il teatro sia in Almost Cut My Hair (la più bella canzone mai scritta da Croz) che in Ohio cantata anche dalle poltrone.

Non il concerto della vita,  ma sicuramente  un live che difficilmente si potrà scordare, anche perché il tempo corre, per loro e per noi.

Se riflettiamo  il 1941 è stato un anno speciale per i musicisti che ha generato. Solo per citare i più famosi: Joan Baez e Paul Simon (che però si sono ritirati quest’anno), Art Garfunkel (che ha le corde vocali traballanti ed è fermo da tempo), ci rimangono Bob “Sinatra” Dylan e questo magnifico David Crosby ed entrambi stanno per uscire con un nuovo disco, siamo nelle mani dei geriatri, fateci durare!

  Foto per gentile concessione di: Giuseppe Verrini