Alejandro Escovedo & Don Antonio

Alejandro Escovedo & Don Antonio

Milano / Biko


10/10/2018 - di Andrea Lenti
Il rock and roll in generale non è mai stato troppo vicino alle istanze delle classi lavoratrici.  Conferma ne è stato il concerto di Alejandro Escovedo ieri sera a Milano, cominciato alle 23.10 e finito alla mezza di un mercoledì notte, in barba a chi il mattino dopo deve alzarsi presto.  Ma poche ore di sonno si sopportano volentieri quando si assiste ad un sentito ed onesto concerto della nostra musica preferita.

La Band di Don Antonio ( che ad onor del vero aveva cominciato a scaldare L’ambiente mezz’ora prima ) offre un servizio di prima classe, a prova del fatto che il r’n’r’ (in senso ampio perché non solo di rock si è trattato) non è nel nostro dna di Italiani ma se ci si applica e lo si studia con passione, nessun risultato è precluso. Una Signora Band. Punto. Escovedo ci ha aggiunto la sua faccia, le sue storie e la sua credibilità. Ci crede ancora e si vede, secondo me è più efficace nelle ballate che nei pezzi tirati; la sua faccia ci parla di un’America fatta di emigrazioni, fiumi attraversati di notte, di avi impegnati a lavorare duro nei campi per contribuire a costruire un’identita americana orgogliosa e ricca, ed il Texas da cui proviene è una delle somme più importanti di queste vite.  

Insomma,  una bella serata,  deserto, tramonti, chitarre, sudore ed una gradita citaziona di Lou Reed alla fine. Bello anche il locale, non ci ero mai stato ma il Biko merita una deviazione.  Un bel concerto, un bel personaggio, una bella serata.

E, cosa che non guasta, a fianco a me una favolosa ragazza asiatica che ha reso ancora più gradevole  il concerto.

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