Popa Chubby  Opening Act Superdownhome

Popa Chubby Opening Act Superdownhome

Milano / Spazio Teatro 89


09/11/2019 - di Fabio Baietti
Una serata extralarge, da qualunque punto di osservazione.

Per il pubblico straripante, come mai visto a Spazio Teatro 89, per la classe dei Superdownhome, per il feeling debordante, ancor più dei suoi assoli, di Popa Chubby.
La premiata ditta Sauda-Facchetti sciorina un veloce set di venticinque minuti, ribadendo, nonostante le stringate tempistiche, di saper rivestire di esteriore eleganza il vetriolo che cosparge il loro hard blues rurale. Tra classici (l`arrembante "Shake your money maker") e loro composizioni (l`eccellente "24 days"), tra cigar box e bombetta, un rapido che arroventa i binari, da Brescia verso Memphis.

Guardando dall`alto la platea mi accorgo come Popa Chubby, in trent’anni di onorata carriera, abbia alimentato un culto in cui stima ed affetto sono ingredienti essenziali.
Subito "Hey Joe" viene ad accomodarsi sulla sedia immaginaria, vicina a quella dell` axeman del Queens, per un inizio torrenziale (ottima la resa di "Rollin` and tumblin" ") che propone quattro brani in quasi quarantacinque minuti .... Popa usa la voce più per interagire con i fans che nelle canzoni, le parti strumentali sono dilatate ma nessun segnale di noia nelle nostre orecchie. Assoli chilometrici ad altissimo voltaggio, fughe in avanti in territorio hard e ritorno a tinte più sfumate, perché crossover è un complimento quando padroneggi stili diversi con tecnica e talento. "Beast from the East", autocitazione dal ritornello incorporato, "Wes is more" potente e liquida, il cuore di Popa per il cognato e la sua battaglia contro il Male. Perché "music can be funny but music can be` serious" , sempre utile che un Artista ce lo faccia ricordare.

La ritmica di Francesco Beccaro al basso e di Stefano Giudici ai tamburi è precisa, assecondando gli spunti prodotti dagli sguardi di un chitarrista la cui cultura musicale è direttamente proporzionale alla sua mole.  Continue citazioni, dagli Zeppelin a Santana, dal Mississippi all` Hudson, con una Stratocaster sulle spalle ed il passo incerto di una vita che non ha fatto sconti. Si finisce con i  Superdownhome in "borghese" richiamati a jammare a volume robusto, ovazione finale, autografi e sorrisi. Da vicino, Popa ha il viso di un ragazzo e la gentilezza di un`anima che ha levigato le ruvidezze della vita nei sobborghi.

Long life to the Beast!!!