Sodastream

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Milano


09/11/2006 - di Christian Verzeletti
SODASTREAM

"ACUSTICAMENTE" 09 novembre 2006 - LA CASA 139 (MI) Prima data del nuovo tour italiano dei Sodastream, il quinto per la precisione. Logico che il duo australiano abbia scelto di cominciare da La Casa 139 quello che si presenta come un vero e proprio tour de force che si concluderà a gennaio: il circolo di Via Ripamonti è il luogo adatto per i raffinati intrecci acustici di Karl Smith e Pete Cohen che hanno da poco pubblicato un nuovo album, "Reservations", e che qui hanno offerto alcune delle loro esibizioni più intense.
Un contrabbasso, una chitarra acustica, un pianoforte e un archetto sono in attesa sul palco, mentre il pubblico è educatamente raccolto nella sala, tra tavolini e sedie, quasi in rispettoso silenzio.
La serata si distinguerà infatti per la cura con cui le canzoni verranno eseguite dai protagonisti e accolte dai presenti in una sorta di reciproco scambio di attenzioni: il rapporto che lega i Sodastream con il nostro paese è un innamoramento cresciuto negli anni. Lo si capisce anche dalla confidenza amichevole con cui i due si rivolgono al pubblico, raccontando piccoli aneddoti come tra amici e riscuotendo simpatia con un italiano buffo.
Quando attaccano "Firelines" con l'archetto che va ad accarezzare il contrabbasso, sembra di assistere ai primi gesti di un incontro a lungo atteso: il canto di Karl è sommesso così come gli arpeggi della chitarra acustica e i cori di Pete, attenti a toccare le corde giuste senza frapporsi con lo sguardo dei presenti.
I primi brividi arrivano con "Let it all turn black", percorsa dalle oscillazioni della sega, e con un paio di brani tratti dall'Ep "Take me with you when you go", che si riveleranno tra le cose migliori dell'intera scaletta. "Keith and Tina" e "Charity board" danno emozioni forti: il primo brano viene presentato da Pete come una piccola storia noir, con qualche assassino di mezzo, mentre il secondo è sorretto da Karl che al pianoforte offre qualche parte più ritmata del solito.
La tensione è palpabile e ne risente soprattutto Pete, che, complice qualche battuta di troppo, fatica ad eseguire "Otherwise open" sbagliando per ben due volte l'attacco. Nell'arco del concerto il suo è comunque un ruolo fondamentale che ricopre più della metà del "suono Sodastream": al contrabbasso svolge un compito ritmico e melodico, rifinito con l'archetto, con la sega e soprattutto con dei controcanti sulle note più gravi dello strumento. Karl invece eccelle nel sollevare i pezzi come fa con l'armonica in "Reservations" e soprattutto con la voce in "Constant ships". L'affiatamento è tanto complementare da far pensare ad un gioco di coppia in cui le due parti si cercano e si sollecitano a vicenda riflettendo anche verso l'esterno la grazia che regna tra loro.
Il pubblico ne è toccato e non manca di richiamare Karl e Pete sul palco. Il finale si distingue per una "Wedding day", segnata da un archetto appena distorto, e per una "Chorus line" che sublima la serata con l'ultima emozione.
Alla fine l'incanto è tale da non accorgersi nemmeno che i Sodastream hanno presentato un nuovo disco: forse perchè le loro canzoni seguono tutte una direzione limpida come poche, forse perchè col pubblico italiano hanno ormai un rapporto esclusivo o forse perché la Casa 139 ha costituito un ambiente ideale, ma in ogni caso il loro è un concerto che rapisce.
Se da qui a gennaio capitano dalle vostre parti, andateli a vedere sapendo che potreste innamorarvene perdutamente. SET LIST:
Firelines
Fresh one
Heaven on the ground
Let it all turn black
Twin lakes
Keith and Tina
Charity board
Lushington Hall
Tickets to the fight
Out
Otherwise open
Reservations
Constant ships

Warm July
Wedding day
Chorus line

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