Treves Blues Band

live report

Treves Blues Band Como / Villa Olmo Festival

09/07/2021 di Laura Bianchi

#Treves Blues Band#Jazz Blues Black#Blues Treves Blues Band Fabi Treves

"Siamo davvero emozionati...tornare a suonare dopo tanti mesi e vedere la vostra gioia è bellissimo. Non dico altro perché mi commuovo. Ve voeri ben!"
È un Fabio Treves davvero senza parole quello che accoglie il pubblico, che affolla lo splendido parterre del giardino fronte lago di Villa Olmo a Como, per una serata in sinergia con il Festival dei Laghi, ospitato all'interno del Villa Olmo Festival, fortemente voluto dalla neo presidente Simona Roveda, con l'appoggio del Comune e di numerosi sponsor.
 
La prima data del tour estivo della Treves Blues Band, autentico patrimonio del blues non solo italiano, non potrebbe iniziare meglio: clima perfetto, notte blu(es), stelle, le luci del lago e una folla di appassionati venuti da ovunque per applaudire il Puma di Lambrate e i suoi funambolici pards: il chitarrista e cantante Alex Kid Gariazzo, il metronomo del basso Gabriele Dellepiane, lo scoppiettante, energico Massimo Serra alla batteria, mentre Treves all'armonica dà il meglio di sé e della sua cinquantennale esperienza.
 
Grandi classici come The Devil and the Deep Blue seaMidnight special BluesGot My Mojo Working si alternano a composizioni originali, come il "lentone" The big slow, e il pubblico è travolto dal muro di suono della band, dalla bravura dei singoli musicisti e dalla complicità e dalla gioia di suonare e trovarsi, che trapelano dai loro sguardi e dai sorrisi fra loro e con gli spettatori. 
 
L'ironia tipicamente meneghina di Treves delizia la platea, durante le simpatiche presentazioni dei componenti, ma affascina soprattutto la grande eleganza di tutto il set, che rende omaggio al meglio della storia del blues, con incursioni in altri territori, come nella torrenziale Stone fox chase, in cui ogni musicista ha modo di esprimersi compiutamente, alternando percussioni afro a citazioni degli Stones, degli Allman Brothers, di Santana o dei Beatles, sempre guidati dall'armonica di chi, primo in Italia, ha portato "il blues alle masse". 
 
Due ore di qualità eccelsa, che si concludono con una spontanea standing ovation e un bis - inno cantato da tutti: The Blues Is Alright.
Perchè è vero: il blues sta bene; e inoltre, come la TBB ha dimostrato anche interpretando un pezzo scritto da Gariazzo durante la quarantena, Soul Saviour, la musica davvero salva l'anima.
Long live the blues; long live the Treves Blues Band.