The White Buffalo

The White Buffalo

Circolo Arci Magnolia


09/07/2017 - di Giovanni Sottosanti
Jake Smith ed il suo Bufalo Bianco irrompono per la seconda volta sul suolo italico, trascinandosi dietro una ventata di energia, vitalità e simpatia davvero trascinanti e contagiose, unite ad un background musicale ormai ben consolidato. Apre la serata Marlon Williams, cantautore neozelandese quest`anno alla seconda prova discografica con Make Way For Love, dopo il brillante esordio omonimo di due anni fa. Tanto era stato convincente il primo disco, tra folk ballad nude e crude figlie di Johnny Cash, Bob Dylan e Nick Cave, quanto delude la seconda prova discografica, confusionaria, poco ispirata ed incisiva. La sua esibizione live rispecchia questo trend, non cattura e non convince, incerta su che direzione prendere, si intuiscono grandi mezzi vocali che fluiscono in  murder ballads di buona fattura, il resto rimane sospeso e poco definito. Sicuramente non lo aiuta la location, con un pubblico rumoroso ancora in cerca di birre e panini durante il suo set e smanioso di applaudire l`headliner della serata. La dura sorte degli opening acts. Comunque da rivedere. 

Nel frattempo anche le zanzare banchettano allegramente e il caldo dice la sua con autorità. Per fortuna l`attesa non e` troppo lunga, perche` intorno alle 22.00 prendono posto sul palco Jake Smith, Matt Lynott e Christopher Hofee o se preferite The White Buffalo. Apre la serata Hide And Seek, pezzo apripista anche dell`ultimo disco Darkest Darks, Lightest Lights. E` una ballata polverosa e strascicata in pieno stile outlaw country. Spruzzate di boogie in Don`t You Want It, posta sul finale di Shadows, Greys & Evil Ways, mentre Go The Distance è una country western ballad con i fiocchi che impreziosiva il penultimo Love And The Death Of Damnation. Fin dai primi pezzi sono ben definite le coordinate di una musica che pesca appieno dalla tradizione americana di frontiera rinfrescando e rivitalizzando il tutto con un`attitudine rock e punk. Un trio che dal vivo pesta duro pur usando solo strumenti acustici, continui cambi di ritmo, pause e ripartenze, in un viaggio musicale accattivante e coinvolgente. La voce di Jake Smith riesce poi a portarsi a braccetto Bruce Sprincsteen, Johnny Cash, Tom Waits, Eddie Vedder e Nick Cave, potente e soave tra assalti all`arma bianca e dolci ballate. Border Town torna a cavalcare nella prateria dell`ultima produzione, mentre Oh Darling, What Have I Done, tratta dall`EP. del 2010 Prepare For Black & Blue, è più acustica e introspettiva. Cavalca il Bufalo, avanti con The Observatory, poi The Bowery accende la luce su Once Upon A Time In The West, l`album che li ha consacrati, con uno dei pezzi più trascinanti ed epici del loro repertorio. Stop e brucianti accelerate, batteria che detta i tempi, ritmo e voce da grandi spazi. 

C`è tutto. Non ci sono momenti di stanca, l`attenzione e l`entusiasmo del pubblico sempre accesi. Forse l`unico rischio è che i riff possano risultare troppo uguali, a volte sembra di riascoltare più volte lo stesso pezzo, ma questo è il prezzo da pagare alla scelta di formazione e di strumentazione. Love Song # 1, come suggerisce il titolo, è un pezzo intimo  e appariva nell`EP del 2005, This Year riprende il galoppo seguita da Come Join The Murder, tratta dalla celeberrima serie TV Sons of Anarchy. Con Home Is In Your Arms tocchiamo un altro momento epico e trascinante, è un unico coro "Home is in your arms/I`m all alone without you darling", Matt Lynott picchia sulla batteria il battito dei nostri cuori. Stunt Driver strizza l`occhio a Waylon & Willie, Avalon accelera i giri del motore con un bel tiro rock mentre Into The Sun è un blues acustico e ciondolante da viale del tramonto. Con Joe And Jolene l`epopea western del Bufalo si arricchisce di un altro episodio travolgente e collettivo, il ritmo è incalzante, la voce di Jake graffia prima di accarezzare il cuore con I Got You. Un fischio come un intro morriconiano annuncia The Whistler, grande ballad dall`incedere cupo, prima dell`esplosione finale con The Pilot, tra i brani simbolo del gruppo. I bis si aprono con il canto struggente e randagio di Wish It Was True, seguita sulla stessa strada da Highwayman, mentre How The West Was Won non poteva essere chiusura migliore. Un treno lanciato in piena corsa lungo la prateria, il Bufalo gli corre accanto, accompagnandolo fino all`ultima curva. Jake sorride contento, The White Buffalo è tornato a casa. Train rollin` off the track Anything to get you beck

 

 

 

 

 

 

The White Buffalo Altri articoli