Sentieri Selvaggi 2018 Crossroads In Jazz

Sentieri Selvaggi 2018 Crossroads In Jazz

Teatro Elfo Puccini Milano


09/04/2018 - di Paolo Ronchetti
Come già avvenuto lo scorso anno Crossroads ci regala una splendida serata in cui il tema della contemporaneità si declina con il linguaggio jazzistico grazie a due progetti che vedono protagonista, e anfitrione, il vibrafonista di Sentieri Selvaggi Andrea Dulbecco.

Si inizia con il rodatissimo duo formato da Dulbecco con il chitarrista sardo Bebo Ferra e con un brano, Jimmy, scritto dal vibrafonista, che omaggia un grande del Jazz come Jimmy Giuffre (un musicista che scrisse e arrangiò per l’orchestra di Woody Herman la splendida Four Brother e che nei primissimi anni ’60 regalò registrazioni di bellezza, freschezza e modernità insuperate con il trio formato con Paul Blay e Steve Swallow). Emerge, sin dalle prime note, una grande libertà di suono e un grande divertimento reciproco nell’accompagnarsi e rincorrersi delle frasi e delle idee. È evidente come i due si frequentino da tanto e come l’interplay sia altissimo. La stessa sensazione di piacevolezza e tensione si ha con How About You (un brano di Burton Lane cantato in origine da Judy Garland nel film Babes On Broadway - I Ragazzi Di Broadway – e assurto a standard anche grazie alle magistrali versioni di Stan Getz, Kenny Burrel e Bill Evans). In questo brano emerge netto il suono della bellissima Coraline, chitarra dal suono straordinario ad opera del liutaio Domenico Moffa, che, nelle mani di Ferra, incanta letteralmente gli occhi e le orecchie del pubblico più attento. Dopo la composizione di Dulbecco Blanca il set si chiude con Eia brano in cui reminiscenze word music si uniscono al Jazz ed a un uso, sin anche timido e parsimonioso, di pedali ed effetti da parte di Ferra. Il punto più alto nel frammento centrale del brano con un Dulbecco chino sotto il suo strumento a cavare splendidi suoni dai risuonatori della marimba mentre Ferra esibisce a tratti, e inaspettatamente, un fraseggio quasi Methiniano.

Neanche il tempo di sgranchire le gambe e subito partono le presentazioni del secondo set dedicato dal trio Wooden You alla musica di Thelonious Monk.

Anche qui siamo di fronte ad un progetto rodato la cui particolarità è quella di avere in formazione solo strumenti “a legno”: il contrabbasso di Furio di Castri (il padre del progetto), il clarinetto di Mauro Negri e la Marimba di Dulbecco. Il quartetto parte con Monk’s Dream e si vede quanto Di Castri sia quella favolosa macchina musicale capace di essere sempre nel suono e nel tempo giusto. E i suoi colleghi non sono da meno. Dopo un timido brano iniziale anche Negri si scalda regalando assieme al trio belle letture di Let’s Cool One, Misterioso e We See. Dulbecco, alle prese con la Marimba, evidenzia una cura dei suoni notevole anche nei vibrati con cui sostiene le note più lunghe. L’unico, piccolo, neo del trio potrebbe essere quello di non assecondare quasi mai le asperità Monkiane e di normalizzarne la spigolosità, ma quando il trio si lascia trasportare dalla “facilità” di Di Castri qualsiasi piccolo dubbio va a scomparire a favore di una grande gradevolezza e maestria.

L’applaudita conclusione del secondo set rimanda subito ad un doppio bis in cui, al trio, si unisce la chitarra di Ferra che rende ancora più efficace la lettura monkiana con le veloci e (finalmente) nervose versioni di Hackensack e Rhythm-A.Ning in cui i quattro giocano in continuazione a rincorrersi e scambiarsi frasi con un evidente tasso di divertimento che contagia il pubblico in sala.

Immancabile prossimo appuntamento: lunedì 23 Aprile prossimo con Ghost Tantra, un ritratto monografico di Lorenzo Ferrero.

Programma: 

Duo Ferra Dulbecco: Bebo Ferra Chitarra; Andrea Dulbecco Vibrafono e Marimba

Jimmy

How About You

Blanca

Eia

Wooden You: Mauro Negri Clarinetto; Andrea Dulbecco Marimba; Furio di Castri Contrabbasso

Monk`s Dream

Let`s Cool One

Misterioso

We See

Bis Dulbecco, Negri, Di Castri, Ferra

Hackensack

Rhythm-A.Ning

 

Foto di Laura Pronesti