Kiefer Sutherland

live report

Kiefer Sutherland Fabrique

09/02/2020 di Marcello Matranga

#Kiefer Sutherland#Americana#Rock

Nonostante fosse la serata consacrata al Derby della Madonnina, ed una pioggerellina fattasi insistente, Kiefer Sutherland è planato sul palco del Fabrique confortato da una discreta presenza di pubblico (con decisa partecipazione femminile rispetto agli standard). Fuorviato da una presentazione che lasciava intendere una serata in vena solitaria e  acustica,  la sorpresa è stato notare un palco ricco di strumenti. Non essendo previsto alcun opening act, è stata subito soddisfazone nel capire che ci sarebbe stata la band ad accompagnare il nostro in un viaggio poco Country e molto Rock.

Forte di due dischi decisamente interessanti come Down In A Hole (2016), e Reckless & Me dello scorso anno, ripubblicato a fine Settembre con aggiunto Live in Berlin, che vedeva Sutherland impegnato on stage durante la promozione dell'ultimo disco, l'attore/musicista ha dato sfoggio di una buona cultura musicale e di godere di una evidente capacità di sapar catalizzare l'attenzione del pubblico presente con un set energico e piacevole.

La scaletta ha ricalcato quanto Kiefer e i suoi pards portano in giro da tempo, grazie a tour piuttosto frequenti, rimarcando la bontà della scrittura di alcune canzoni, e portando in luce le palesi ed anche dichiarate influenze e passioni del nostro. Se la partenza è stata, come si scriveva poco prima, ad alto tasso energetico con Rebel Wind, i momenti più intriganti sono stati quando sono arrivati pezzi come Reckless & Me, la splendida Saskatchewan che Sutherland ha scritto in aereo mentre volava per andare a trovare sua madre colpita da un ictus, pensando che quando sareebbe arrivato lasorella gli avrebbe detto che la madre era morta. (In realtà la madre si è salvata ndr...), l'ottima Honey Bee, proveniente dall'immenso songbook dell'indimenticabile Tom Petty (era su quella meraviglia che è Wildflowers), ed il secondo bis Agave, il cui testo comincia con "Shot a man in Laredo Was do or die, was toe-to-toe Cross the border, then I'm free Yeah, she got everything I need" con un evidente rimando a Johnny Cash.

Opinabile, a mio avviso Knockin'On Heaven's Door a causa di un finale inultilmente fragoroso a causa di una batteria "gonfiatasi" e rumorosa come non mai. Dettagli pur importanti, che non hanno scalfito la riuscita della serata. 

Prima di chiudere un sentito ringraziamento a Luigi Rizzo che ha gentilmente donato le fotografie dello show che impreziosiscono questo racconto.


Setlist: Rebel Wind, Can’t Stay Away, Something You Love, Reckless & Me, Shirley Jean, Open Road, Faded Pair of Blue Jean,s Going Home, Blame It on Your Heart (Patty Loveless cover), Bloor Street, I’ll Do Anything, Saskatchewan, This Is How It’s Don,e Run to Him, Honey Bee (Tom Petty cover), All She Wrote, Down in a Hole, Calling Out Your Name Encores: Knockin’ on Heaven’s Door (Bob Dylan cover) Agave