Superdownhome  + Davide Speranza

Superdownhome + Davide Speranza

S. Lorenzo di Parabiago / Soundtracks Blues Festival


07/09/2019 - di Fabio Baietti
Esci in una fresca sera di inizio settembre per festeggiare un amico che arriva da lontano e ti ritrovi nel bel mezzo di un`affollatissima sagra di paese. Nessun errore del navigatore, il richiamo del blues non consente distrazioni. Right time, right place,right people, la celebrazione può iniziare, in quel di Parabiago.

I Superdownhome hanno ormai status di eccellenti sacerdoti del rito blues, le onoratissime carriere precedenti di Henry Sauda e Beppe Facchetti si sono unite sotto un marchio di fabbrica che luccica di vita propria, avendo già mietuto ampi consensi di critica e pubblico. I temi sviscerati nei loro primi due lavori sono pienamente in sintonia con la genesi e lo sviluppo del genere. L`abbandono della propria donna e conseguente solitudine, il sesso e la "fisicità" di una vita con poche luci, l`alcool come carburante per viverla a velocità più sostenuta, la ritualità misteriosa di gesti ed elementi.

Il tutto si traduce in canzoni come "24 days", "I`m broke", "It`s the voodoo working" e "Blues is my self control device", in cui Henry Sauda mette in mostra le sue notevoli capacità di maneggiare "le chitarre più difficili da suonare", ovvero, un campionario di cigar box, Diddley bow, scatole di metallo riadattate e diavolerie assortite, indispensabili per la peculiare sonorità del duo bresciano. Beppe Facchetti, look da Drugo dandy, bacchette che picchiano e spazzolano in un incedere senza soste, introduce l`inedita, eccellente "Motorway Son" come l`apertura a nuove tematiche (il viaggio, nel caso specifico) e alla voglia di contaminare la musica dei SDH, per un futuro artistico che ha tutte le possibilità di evitare la pericolosa etichetta di assomigliare sempre a qualcun altro. Desiderio che già questa sera si materializza nella resa live, con la presenza sul palco di Davide Speranza a speziare la già succulenta pietanza con il soffio inconfondibile della sua armonica.

 L`atmosfera si riscalda, la platea sotto il tendone non considera birre e salamelle ma inizia a tenere il tempo e a creare un clima in cui il trio si immerge per ripagare il genuino entusiasmo. Si parte con i "classiconi" e "Hoochie Coochie man", una bollente "Stop breaking down blues", "I`m a king bee", "Dust my broom" colpiscono ma non affondano la voglia di blues. Allora il musicista bustocco si traveste da Charlie Musselwhite per la sua parte, in una "Taverner`s boogie" in cui non fa assolutamente rimpiangere il Maestro di Kosciusko, Mississippi.

Il ritmato battimani richiama on stage il trio che, per "sdebitarsi" di cotanto calore, improvvisa alla grande una "Crossroads" che sancisce la validità di una collaborazione che, si spera, possa avere ancora molte repliche.

Superdownhome e Davide Speranza, "in blues they trust"!

Fotografie per gentile concessione di: Carlo Carugo