Nudha

live report

Nudha Roma, Monk

07/05/2022 di Arianna Marsico

#Nudha#Emergenti#Songwriting

Sara Zaccarelli, in arte Nudha, presenta questa sera il suo esordio in italiano Nudha, un lavoro che mescola sapientemente rock e soul.

Parliamo di esordio in italiano perché la cantautrice viene da un lungo trascorso in ambito soul, ad esempio con la band Groove City, e da un disco solista Sing For My Soul uscito nel 2018.

Come spiegherà a John Vignola, moderatore dell’incontro, passare dall’inglese all’italiano è stato molto più naturale di come lei stessa si aspettasse, le parole e i suoni sono fluiti in modo abbastanza spontaneo. L’intervista è un’ottima occasione per scoprire qualche cosa in più sul nuovo album, prodotto da Giulio Ragno Favero (Teatro degli Orrori) e al quale hanno partecipato, in un modo o in altro tanti musicisti, da Appino (The Zen Circus) a Francesco Bianconi (Baustelle) passando per Mauro Ermanno Giovanardi. L’ex La Crus passava per caso nello studio di registrazione ed è stato ben contento di prestare la propria voce a Con Le Mani.

La scelta di chiamarsi Nudha deriva da desiderio di mettersi a nudo, di affrontare certi nodi sfruttando il soul come psicoterapia ma al contempo, introducendo la lettera muta h, di tenere un qualcosa di non detto, da tenere solo per sé. Incidere il disco ha anche permesso a Sara di mettere ordine nei propri rapporti “chi si doveva allontanare si è allontanato” racconterà, mentre con altre persone le cose si sono chiarite e illuminate.

Ma dopo la piacevole chiacchierata è il momento di suonare. Vignola ci saluta e sale sul palco il chitarrista Matteo Benvenuti. Bisogna dire che la veste spoglia ed essenziale chitarra e voce valorizza molto le capacità vocali di Nudha e il potenziale emotivo dei brani. Mentre canta, con una impostazione da consumata (nel senso buono del termine) diva del soul, il cuore sembra quasi scoppiarle dall’emozione.

Inizia con Traffico e Dimmi chi sei. Oggi no, di cui spiega che il brano affronta il tema del suicidio. Ma anche di tutti quei motivi per cui poi alla fine ci si aggrappa alla vita e si va avanti, perché l’amore verso sé stessi deve venire prima di tutto. P.A.U.R.A. è intitolata come lo spelling della parola paura, quel qualcosa che può essere salvifico, allertandoci dei pericoli, ma anche bloccante.

Si conclude con la commovente Chiedimi, che Nudha ha dedicato al proprio migliore amico. Una persona che l’ha sempre incoraggiata e spronata ma che purtroppo non c’è più: “Ma ora chiedimi, chiedimi/Chiedimi come sto/Ti prego, stringimi, stringimi stringimi/Però amami, amami/Quando non ci sarò”

Sorridente e quasi scossa, con gli occhi celesti  forse impercettibilmente lucidi, Nudha ci saluta e ci ringrazia, lasciandoci tanta voglia di risentirla dal vivo appena possibile.

 

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